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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
25.11.2014 Erdogan: 'Parità dei sessi è contro natura', l'Europa e le organizzazioni femministe tacciono
Commento di Pierluigi Battista

Testata: Corriere della Sera
Data: 25 novembre 2014
Pagina: 28
Autore: Pierluigi Battista
Titolo: «Il leader turco Erdogan e il disprezzo per le donne. Ma nessuno chiederà sanzioni: l'Europa tace e non reagisce»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 25/11/2014, a pag. 28, con il titolo "Il leader turco Erdogan e il disprezzo per le donne. Ma nessuno chiederà sanzioni: l'Europa tace e non reagisce", il commento di Pierluigi Battista.


Pierluigi Battista                        Recep Tayyip Erdogan

Si dice sempre così, per tenere le donne zitte e subalterne: che sono diverse dall’uomo. Ma perché il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dovuto sottolineare enfaticamente una simile ovvietà? Per dire che nella gerarchia della diversità le donne stanno a un gradino sotto: «non si possono mettere sullo stesso piano una donna che allatta un bambino e un uomo». A un piano di sopra, l’uomo. La donna a quello inferiore. In Europa, felicemente sradicata da se stessa, c’è di tutto ormai. Potrebbe esserci anche una Turchia il cui onnipotente presidente sta sempre più scivolando verso l’integralismo religioso, la resa di ogni parvenza di laicità, l’accomodamento con i guardiani della fede, l’odio per l’«entità sionista», il disprezzo per le donne sancito dai testi sacri.

C’è posto per tutti. Per Erdogan no? Sarebbe meglio di no, sempre che l’Europa sia in grado di dire una qualsiasi cosa, ciò che appare sempre più problematico. Sono passati i tempi in cui la Turchia, avamposto dell’Occidente nel punto geopoliticamente più delicato, di confine tra due mondi sempre più dissimili, chiedeva il biglietto d’ingresso dell’Europa. Quei legami si stanno sciogliendo, solo la minaccia dell’Isis impedisce a Erdogan di proseguire nella deriva islamista in cui voleva trascinare la Turchia con un ruolo di leadership.
Ma per ribadire la sua nuova fedeltà ai princìpi religiosi la strada più semplice per Erdogan è di confinare le donne nei ruoli ancillari in cui tanta parte del fondamentalismo islamista le relega, anche con le percosse, la violenza fisica per chi vuole andare a scuola, lo stupro legalizzato attraverso la consegna delle bambine a mariti-padroni.
Un ammiccamento a buon mercato, tanto nessuno chiederà sanzioni per l’ennesimo schiaffo alle donne. Solo l’Europa, se ci fosse, potrebbe reagire. Se ci fosse. Perciò niente.

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lettere@corriere.it

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