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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
24.11.2014 Israele è lo Stato del popolo ebraico
Cronaca e commento di Maurizio Molinari

Testata: La Stampa
Data: 24 novembre 2014
Pagina: 13
Autore: Maurizio Molinari
Titolo: «Netanyahu e lo Stato degli ebrei»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 24/11/2014, a pag. 13, con il titolo "Netanyahu e lo Stato degli ebrei", cronaca e commento di Maurizio Molinari.


Maurizio Molinari


Benjamin Netanyahu

Con 14 voti contro 7 il governo di Benjamin Netanyahu ha approvato la «legge fondamentale» che definisce Israele come lo «Stato Nazione del popolo ebraico» innescando una polemica al vetriolo sull’identità collettiva e lacerando la maggioranza in maniera tale da aprire la strada a nuove elezioni. La legge approvata è frutto di due testi presentati da deputati del Likud e di Israel Beytenu, il partito del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, ed è stato votato da tutti i ministri di questi partiti (tranne un’astensione) come anche di Ha Bayt Ha-Yehudì di Naftali Bennet: diventa così il punto di incontro delle forze politiche di centro-destra della coalizione. A votare contro sono stati invece tutti i ministri di Yesh Atid, il partito di Yair Lapid, più il titolare della Giustizia Tzipi Livni, del vecchio Kadima: sono le forze di centro-sinistra accomunate ai laburisti di Yizhak Herzog dal condannare una legge che «penalizza le minoranze e non sarebbe stata mai stata approvata da Ben Gurion, Menachem Begin e Zeev Jabotinsky» assicura Lapid, citando i padri fondatori dello Stato. La contrapposizione fra gli schieramenti è netta, su una questione che ha a che vedere con la definizione dell’identità nazionale. Netanyahu vuole un testo che esalta il carattere ebraico di Israele - facendo venir meno l’equiparazione fra lingua ebraica ed araba - per «difendere la nazione da movimenti autonomisti in Galilea e nel Negev che ne minano l’identità ebraica». Ovvero: l’affermarsi di gruppi islamici fra gli arabo-israeliani del Nord e le tribù beduine del Sud ha bisogno di una risposta legislativa. Ma Lapid e Livni obiettano che così vengono lesi i diritti delle minoranze, inclusi drusi, circassi, arabo-israeliani e beduini che servono nell’esercito. Per questo Lapid va a trovare la famiglia di Zidan Saif, l’agente druso morto nel contrastare gli attentatori di Har Nof, accusando il premier di volerli trattare da «cittadini di serie B». Per i leader del centrosinistra la priorità è definire Israele come «democrazia», per i leader del centro-destra conta di più il «carattere ebraico». Il consigliere legale del governo solleva dubbi sul testo e Netanyahu promette: «Armonizzeremo le posizioni». Ma Lapid ritiene che abbia altro in mente: «Sfruttare la legge per vincere le primarie del Likud e portare il Paese a votare».

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