Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele discute su una legge, ma l'articolo non ne rivela il contenuto Davide Frattini poteva scrivere un pezzo più completo
Testata: Corriere della Sera Data: 22 novembre 2014 Pagina: 15 Autore: Davide Frattini Titolo: «Israele litiga sulla legge 'anti arabi'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 22/11/2014, a pag.15, con il titolo " Israele litiga sulla legge 'anti arabi' " il pezzo di Davide Frattini. Peccato che Frattini non abbia raccontato il contenuto di questa proposta di legge definita nel titolo 'anti arabi'. Cita Ruth Gavison, insigne giurista israeliana, ma il lettore non conosce di che cosa si sta discutendo. Non era disponbile uno spazio maggiore ?
Davide Frattini Ruth Gavison
Ecco l'articolo:
Il 99,9 per cento «degli arabi israeliani è fedele al Paese», calcola Naftali Bennett. «La discriminazione contro di loro è inaccettabile», ammonisce Benjamin Netanyahu. Il premier e il suo ministro più oltranzista hanno dovuto rimproverare ll sindaco di Ashkelon, città sulla costa verso sud e la Striscia di Gaza, perché ha impedito ai muratori arabi di venire a lavorare nei cantieri che costruiscono rifugi negli asili contro i razzi sparati da Hamas. «Dopo gli attentati a Gerusalemme, i genitori hanno paura, non avrebbero mandato i bambini a scuola», spiega. Netanyahu e Bennett redarguiscono la decisione razzista del sindaco, eppure domani alla riunione di governo sosterranno e voteranno una norma che l'opposizione di sinistra (assieme ai ministri moderati nella coalizione) considera ben più discriminante della messa al bando imposta ad Ashkelon. Quella che è chiamata «legge della nazionalità» sancisce il carattere ebraico dello Stato israeliano (e questo punto non è contestato) ma non garantisce — accusano i critici — l'uguaglianza al 20% di cittadini arabi. «il documento ignora l'esistenza di una comunità con la sua lingua, la sua cultura e i suoi diritti — scrive il quotidiano Haaretz in un editoriale —. Invece di cercare di ridurre la discriminazione Netanyahu le sta dando la forza di una legge». La costituzionalista Ruth Gavison sostiene che il provvedimento guasti l'equilibrio cercato dai padri fondatori: il testo voluto da David Ben Gurion nel 1948 dichiara l'indipendenza ebraica e i diritti degli ebrei con l'impegno di integrare gli arabi (a differenza dei • palestinesi che vivono in Cisgiordania o a Gerusalemme Est, sono cittadini a tutti gli effetti e votano per il parlamento). Come fa notare Nahum Bamea, prima firma del quotidiano Yedioth Ahronoth, la norma viene approvata nel mezzo di un'ondata di attacchi palestinesi: la violenza produce paura e la paura produce razzismo.
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