Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Iran: Rayhaneh uccisa due volte, negata la donazione degli organi Cronaca di Viviana Mazza
Testata: Corriere della Sera Data: 28 ottobre 2014 Pagina: 15 Autore: Viviana Mazza Titolo: «L'ultimo sfregio a Reyhaneh»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 28/10/2014, a pag. 15, con il titolo "L'ultimo sfregio a Reyhaneh", la cronaca di Viviana Mazza.
Viviana Mazza Reyhaneh Jabbari
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L'ultimo desiderio di Reyhaneh Jabbari non è stato esaudito. La ventiseienne iraniana impiccata sabato per l'omicidio di un uomo che accusava di tentato stupro, aveva chiesto una cosa al suo Paese: di poter donare i suoi organi «Non voglio martire sottoterra», diceva in un messaggio audio registrato ad aprile, pregando la madre di fare di tutto «affinché, dopo l'impiccagione, il mio cuore, i reni, gli occhi, le ossa — e qualunque altra cosa possa essere trapiantata — vengano donati a qualcuno che ne ha bisogno». Ma le autorità non lo hanno permesso. Reyhaneh è stata seppellita domenica mattina nella sezione 98 del cimitero di Behesht-e Zahra, vicino alla città santa di Qom. Secondo l'agenzia di informazione iraniana Iscanews, le forze di sicurezza non hanno permesso alla famiglia, agli amici e ai sostenitori di celebrare un vero funerale né di recitare le ultime preghiere, una tradizione importante per i musulmani. Alla madre Shole è stato concesso di vedere per un attimo il volto di Reyhaneh, avvolta nel sudario. «Ho visto il collo, con i segni del cappio», ha raccontato ieri alla tv iraniana Manoto, con sede a Londra. Nell'intervista, Shole ha continuato a difendere la figlia: «Mortaza Sarbandi non era a pregare quando è stato ucciso, è stato ucciso perché voleva violentare Reyhaneh». Il figlio di Sarbandi, Jalal, avrebbe anche filmato gli ultimi istanti di vita della ragazza prima che salisse sul patibolo; le ha chiesto ancora una volta di smentire il tentato stupro in cambio del perdono, ma Reyhaneh ha rifiutato. «Reyhan, Reyhan», gridava la madre al cimitero. «Oh disonesti, vorrei morire». Le sue grida sono impresse in un video diffuso online. Indossava un foulard turchese: in questo ha potuto rispettare le ultime volontà della figlia che le aveva chiesto di non vestirsi di nero.
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