Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele distrugge vigne e uliveti E' la disinformazione di IO Donna del Corriere della Sera
Testata: Corriere della Sera Data: 11 ottobre 2014 Pagina: 36 Autore: Valentina Ravizza Titolo: «Chiantishire ? No, vigne della Palestina»
Riprendiamo da IO-CORRIERE della SERA di oggi, 11/10/2014, a pag. 36, con il titolo "Chiantishire ? No, vigne della Palestina " la breve di Valentina Ravizza, una notizia chiaramente non attendibile. Il luogo distante 15 Km da Gerusalemme, Battir, è situato - stante a quanto scrive la cronista- nei territori contesi, quindi non è per niente vero che si possa definire Palestina. A differenza di Betlemme, che invece trovandosi nell'area A, è sotto la completa amministrazione dell'Anp. Israele poi, non distrugge mai nè vigneti nè uliveti, questa è prassi tipicamnete araba, come dimostrano le serre distrutte a Gaza dopo la consegna della Striscia. Ravizza confonde Roma con Toma, la sua è disinformazione. Indegna. Il ìretrogusto' lo prova chi legge il suo pezzo.
Valentina Ravizza
Un susseguirsi di terrazzamenti verdi con orti, uliveti e vigneti, interrotti solo dallo scorrere dell'acqua lungo millenari acquedotti. Non è il Chianti, ma il villaggio di Battir, terra palestinese di oli e vini (a mezz'ora da Gerusalemme) tanto buoni da essere tra i patrimoni dell'Unesco. Un successo dal retrogusto amaro, però, perché si rischia che il sito scompaia. Israele si prepara, infatti, a espropriare 400 ettari di campi e abitazioni nell'area di Betlemme, che dista 15 chilometri, per trasformarli in insediamenti di coloni. Basterà un eco-museo (finanziato, tra gli altri, da enti locali italiani) a proteggere queste colline.
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