Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I raid non bastano: il Califfo avanza ancora Cronaca di Maurizio Molinari
Testata: La Stampa Data: 01 ottobre 2014 Pagina: 11 Autore: Maurizio Molinari Titolo: «Bombe inefficaci: i ribelli islamici verso Baghdad»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 01/10/2014, a pag. 11, con il titolo "Bombe inefficaci: i ribelli islamici verso Baghdad", la cronaca di Maurizio Molinari.
Maurizio Molinari
Le milizie dell'Isis avanzano in Iraq
Le milizie jihadiste del «Califfo Ibrahim» sono arrivate a 40 km da Baghdad ma devono difendersi da un attacco a sorpresa dei peshmerga curdi nella regione di Kirkuk e Mosul. Divise in piccoli gruppi per evitare i raid aerei americani ma molto aggressive nei confronti delle truppe irachene, le unità dello Stato Islamico (Isis) sono entrate nella città di Amariya al-Falluja ovvero a ridosso delle periferie occidentali della capitale. Ingenti quantitativi di truppe governative, sostenute dai raid della coalizione, sono riusciti a tamponare il vulnus nelle difese della capitale e - secondo fonti locali riportate dalla «Bbc» - vi sarebbe nella città una situazione di «stallo» fra le forze rivali. Analoga la situazione sulla strada che da Fallujah, controllata da Isis, porta ad Amariya al-Falluja. Le artigliere di Isis hanno però colpito postazioni irachene ad appena 15 km dal centro della capitale e ciò lascia intendere la volontà del «Califfo» Abu Bakr al-Baghdadi, di accelerare le operazioni su questo fronte in sintonia con quanto sta facendo anche nel Nord-Est della Siria, attorno a Kobani, a ridosso dei confini con la Turchia. I raid aerei della coalizione internazionale sono oramai 4100 dall’inizio delle operazioni da parte degli americani, l’8 agosto, ma non sembrano essere riuscite a fiaccare le capacità militari di Isis. Da ieri a partecipare agli attacchi in Iraq sono anche i Tornado britannici. Il motivo della scarsa efficacia dei raid, spiegano fonti militari da Londra, ha a che vedere con la carenza di obiettivi, in quanto Isis ha imparato velocemente a togliere i drappi neri dalle proprie unità, rendendole difficili da distinguere dalle altre milizie sul terreno. I jet alleati devono così effettuare numerose missioni di ricognizione per identificare obiettivi che poi, al momento dell’attacco, a volte svaniscono. Nel tentativo di frenare le avanzate di Isis tanto in Iraq che in Siria a prendere l’iniziativa sono i peshmerga del Kurdistan, che hanno lanciato ieri un’offensiva in tre direzioni: verso Basheer nei pressi di Kirkuk, Zumar vicino alla diga di Mosul, e Rabia al confine siriano attraverso cui passano gran parte dei rifornimenti interni allo Stato Islamico. L’operazione curda punta a inserire un cuneo fra le unità di Isis in Iraq ed in Siria, obbligandole a combattere in difesa. Halgord Hekmat, portavoce peshmerga, afferma che «gli abbiamo strappato 30 posizioni» e Isis sarebbe stata «presa di sorpresa» dall’offensiva che si giova della copertura aerea della coalizione. I combattimenti a Rabia sono intensi e, secondo fonti locali riportate dalla «Bbc», i peshmerga avrebbero il controllo di gran parte dell’abitato anche se la situazione resta molto fluida.
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