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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
26.07.2014 Il pregiudizio antisraeliano di Marcello Veneziani
in prima pagina sul 'Giornale'

Testata:
Autore: Marcello Veneziani
Titolo: «Gaza, il conflitto che divide gli italiani»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 26/07/2014, a pag. 1, l'articolo di Marcello Veneziani dal titolo "Gaza, il conflitto che divide gli italiani ".
Veneziani, esponente di una destra non liberale e diffidente nei confronti di Israele, non si smentisce. Il suo pezzo stabilisce un'inaccettabile equivalenza morale tra Israele e Hamas, contiene frasi che non sfigurerebbero in un articolo del MANIFESTO, come: " Israele sarebbe intoccabile, può permettersi ogni carneficina ", attribuisce al conflitto israelo-palestinese il ruolo di deflagratore delle tensioni tra Islam e Occidente, quando è vero esattamente il contrario: Israele si trova sulla linea del fronte di uno scontro, quello tra islamismo e società occidentali, che non ha cercato né provocato, ma che le è stato imposto da chi ne rifiuta la stessa esistenza.

Di seguito, l'articolo:


Marcello Veneziani

Il conflitto tra Israele e palestinesi è percepito da noi in due modi radicalmente opposti. Una parte dell'opinione pubblica è convinta che l'informazione sia quasi tutta a favore dei palestinesi e ostile a Israele, taccia degli scudi umani e dell'uso delle vittime da parte di Ha-mas. E un'altra parte è convinta esattamente del contrario, che Israele sarebbe intoccabile, può permettersi ogni carneficina, rifiutare ogni tregua umanitaria, e nei media una fila di firme notorie è schierata in suo favore. Allo stesso modo vengono definiti di destra estrema sia i difensori a spada tratta d'Israele che i critici radicali di Israele. Insomma, il conflitto tra Israele e palestinesi scompagina i versanti e agli estremi accende opposti razzismi. Chi ha ucciso i tre ragazzi israelia -ni alle origini del nuovo conflitto ha colpito tre volte Israele e trenta volte treipalestinesi, agiudicaredal bilancio delle vittime e la loro proporzione. E lo si sapevain anticipo, visti i precedenti. Chi bombarda ospedali, uccide bambini e obbliga le popolazioni a lasciare le loro case pervagare privi di tutto nel nulla, è criminale. Ma è criminale pure chi colloca arsenali e basi missilistiche vicino a case e sedi umanitarie. La Palestina è l'unico luogo al mondo in cui sarebbe necessario il controllo delle forze multinazionali per garantire la vitae i diritti d'ambo i popoli. Ma è l'unico luogo in cui ciò non avviene. E questo conferma l'unicità di quel conflitto che poi acuisce lo scontro tra Islam e Occidente.

Per esprimere la propria opinione al Giornale telefonare al numero 02/85661 oppure cliccare sulla e-mail sottostante

segreteria@ilgiornale.it

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