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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
14.05.2014 Antisemitismo nel mondo: l'allarme dell' Anti Defamation League
Editoriale di Paolo Salom

Testata: Corriere della Sera
Data: 14 maggio 2014
Pagina: 32
Autore: Paolo Salom
Titolo: «Allarme mondiale sull’antisemitismo: uno su quattro alimenta i pregiudizi»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 14/05/2014, a pag. 32, l'articolo di Paolo Salom dal titolo "Allarme mondiale sull’antisemitismo: uno su quattro alimenta i pregiudizi".


Paolo Salom

Non si aggira solo per l’Europa ma per il mondo intero. Lo spettro dell’antisemitismo, a 70 anni dall’Olocausto, è un problema che, per dirla con le parole di Abraham Foxman, direttore dell’ Anti Defamation League, «non sorprende ma certo fa riflettere». Secondo un sondaggio, condotto in 102 differenti Paesi proprio per conto dell’Adl, oltre un quarto della popolazione mondiale ha pregiudizi contro gli ebrei, nella maggioranza dei casi senza averne mai incontrato uno.
I risultati, certo scioccanti ma non inattesi — se si considerano i segnali d’allarme lanciati da molte comunità ebraiche, dall’Ucraina alla Grecia, alla Francia — sono il prodotto di 53.100 interviste, condotte dalla società First International Resources in 96 lingue, secondo le quali il 26% del campione ritiene «probabilmente vere» almeno sei «opinioni» su undici riguardanti gli ebrei. Stereotipi antichi che proclamano come «gli ebrei sono più fedeli a Israele che alla loro Patria d’appartenenza» o come «gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari» e anche «gli ebrei parlano troppo dell’Olocausto». La ricerca dimostra che questi pregiudizi non sarebbero del tutto legati alle azioni di Israele in Medio Oriente (35% di «sì»), piuttosto a un’idea del popolo ebraico che percorre la Storia secondo regole tutte sue (e per ora di difficile individuazione, sempre secondo quanto sostiene Foxman in un’intervista al Wall Street Journal ). Così, per esempio, gli stereotipi che sostengono: «la gente odia gli ebrei per come si comportano»; «gli ebrei ritengono di essere migliori degli altri»; «gli ebrei hanno troppo controllo del governo americano» e così via, restano nel discorso popolare come «verità fattuali».
In Italia, Paese che a lungo si è ritenuto immune da questo virus, le cose non vanno molto meglio: secondo le stime dell’Adl, sarebbero dieci milioni, un cittadino su sei, coloro che nutrono una qualche forma di pregiudizio antiebraico. Certo poco in confronto ai Paesi arabi, dove le percentuali si impennano, raggiungendo in media i tre quarti della popolazione (e qui il contenzioso con Israele ha la sua parte). Una situazione comunque difficile, che rende faticoso immaginare un’azione efficace per attenuare, globalmente, una brace capace di trasformarsi in incendio in ogni momento di crisi.

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