Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tel Aviv, la città che non dorme mai Consigli di viaggio di Margo Schachter
Testata: La Stampa Data: 08 maggio 2014 Pagina: 21 Autore: Margo Schachter Titolo: «Tel Aviv, per giovani e gourmet una città che non domre mai»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 08/05/2014, a pag. 21, l'articolo di Margo Schachter dal titolo "Tel Aviv, per giovani e gourmet una città che non dorme mai".
Tel Aviv
Un lungomare illuminato, fitto di auto, ragazzi in bicicletta e anziani con i nipoti a passeggio, locali gremiti e dj suonano in spiaggia. Così per chilometri, dalla pittoresca rocca araba di Jaffa fino al vecchio porto, con la sua foodhall e i ristoranti aperti 24 ore. Questo è un normale venerdì sera a Tel Aviv e la città che non dorme mai è al massimo del suo splendore. Mentre altrove tutto si ferma per il riposo del sabato, nella capitale della Mecca del divertimento pulsa la vita. Questa è «la Bolla», come viene definita questo affascinante microcosmo multiculturale, dove mare, sole, mercati e streetfood mediorientali convivono con l’ombra dei grattacieli e il ritmo della modernità. Tel Aviv si affaccia sul Mediterraneo, spiaggia dopo spiaggia e grattacielo dopo grattacielo, lungo vie trafficate e angoli di casbah fitti di locali, caffè e negozi. Si incontrano ragazzi hippy-freak con passeggini e cani nei quartieri di Sheinkin e fra le viuzze con case in miniatura tutte colorate e un po’ bohémienne di Neve Tzedek, dove nel 1909 è sorta la città. Gli impiegati vanno avanti indietro per il viale su cui affacciano le eleganti case in puro stile Bauhaus di Rothschild Boulevard e sulla Dizengoff, strada che collega centro «commerciale» della città al nuovo quartiere neo-chic di Basel, in un progredire di boutique di stilisti israeliani. Ma c’è anche l’aria del Maghreb del centro storico di Jaffa con il suo sito archeologico, i rigattieri e le boutique di artigianato, il mercato delle pulci e lo Souk HaCarmel strabordante di frutta e verdura colorata, il paradiso dei foodie. Gli appassionati d’arte restano stupidi dalla collezione del Contemporary Art Museum e dall’architettura impossibile del Holon Design Museum disegnato da Ron Arad, e ci si può perdere fra le tante gallerie private con mostre di artisti emergenti. Per la party-generation la notte è costellata di locali, concerti, discoteche e di insegne di ristoranti e supermarket aperti (e frequentati) 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La gente è sempre in giro, vige la cafè-culture alla Starbucks e si mangiano per strada falafel fritti al momento o hummus di ceci in cui tuffare una pita ancora tiepida. Gli israeliani amano la colazione e Bededict è la sua istituzione, un posto dove da anni si serve solo quello, giorno e notte. In generale si mangia molto bene, ovunque e a buon prezzo, ma freme anche una vera e propria scena di giovani chef come David Frenkel del Pronto o Meir Adoni di Catit grazie ai quali si sta facendo notare a livello internazionale la cucina israeliana - programmaticamente fusion, come la vita di questo piccolo Paese e mille tradizioni che qui si sono incontrate. Il venerdì è il giorno in cui esserci: si può andare al settimanale mercato dell’artigianato con argenti, vasellame, pelletteria e suppellettili handmade a Nahalat Binyamin; si può cercare brocantage Anni Cinquanta a Kikar Dizengoff; fare la spesa di frutta, verdura, abbigliamento e varie al suk del Carmel; infilarsi al Dizengoff Center per scegliere una delle specialità gastronomiche preparate al momento in un improvvisata fiera dello streetfood multiculturale che riempie di odore di curry e di spezie l’intero grande magazzino.
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