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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera - La Repubblica - L'Unità - Il Messaggero Rassegna Stampa
28.04.2014 Abu Mazen e la Shoah - Le critiche
Antonio Ferrari, Vanna Vannuccini, Umberto De Giovannangeli, Eric Salerno

Testata:Corriere della Sera - La Repubblica - L'Unità - Il Messaggero
Autore: Antonio Ferrari - Vanna Vannuccini - Umberto De Giovannangeli - Eric Salerno
Titolo: «La mossa di Abu Mazen che riconosce la Shoah - Abu Mazen: 'Shoah, crimine odioso' -Svolta di Abu Mazen: Shoah crimine peggiore dei nostri tempi»


Antonio Ferrari

Il CORRIERE della SERA di oggi, 28/04/2014, pubblica a pagg. 1-29, l'articolo di Antonio Ferrari dal titolo "La mossa di Abu Mazen che riconosce la Shoah".
Si tratta di un'analisi informata ed equilibrata, che tuttavia si chiude prospettando un'ipotesi assolutamente lontana dalla realtà. Secondo Ferrari
"i palestinesi e gli arabi in generale" si opporrebbero al riconoscimento di Israele come Stato ebraico "anche perché  vorrebbe dire la progressiva espulsione dei cittadini arabi-israeliani, che rappresentano pur sempre il 20 per cento della popolazione del paese".
In realtà, il riconoscimento di Israele come Stato ebraico non ne cambierebbe la natura, che è sia ebraica che democratica. Ad esso non seguirebbe nessuna espulsione. Semplicemente, i palestinesi avrebbero rinunciato al tentativo di alterare gli equilbri demografici di Israele, attraverso l'ingresso all'interno dei suoi confini di milioni di "profughi" e di loro discendenti.


Vanna Vannuccini

LA REPUBBLICA, a pag. 19, pubblica l'articolo di Vanna Vannuccini dal titolo "Abu Mazen: "Shoah, crimine odioso". Vi si legge che "in passato Abu Mazen era stato accusato di negazionismo perché nella tesi di laurea aveva relativizzato l'olocausto rimproverando al movimento sionista di aver collaborato con il regime di Hitler". In realtà, il "rimprovero"di Abu Mazen al movimento sionista è una calunnia antisemita, ispirata ad  Abu Mazen, laureatosi a Mosca, dalla propaganda antisraeliana sovietica. E' stato negazionismo, non 'relativismo'.


Umberto De Giovannangeli

L'UNITA' pubblica  a pag. 12, l'articolo di Umberto De Giovannangeli dal titolo "Abu Mazen sfida un tabù: 'Shoah crimine odioso' .
Vi si legge: "
I palestinesi temono che accettare l'Olocausto possa sminuire la propria posizione di sofferenza". Un tentativo di giustificare il negazionismo palestinese che non regge:  le sofferenze che i palestinesi hanno subito a causa della scelta di non pervenire ad un acordo con Israele e di perseguire la sua distruzione non sono certamente paragonabili alla Shoah.


Eric Salerno

"Il  MESSAGGERO, a pag. 12, pubblica  l'articolo di Eric Salerno dal titolo "Svolta di Abu Mazen: Shoah crimine peggiore dei nostri tempi". Vi si legge che "già anni fa Mahmoud Abbas (Abu Mazen) era intervenuto per chiarire il senso di alcune considerazioni sulla Shoah nella sua tesi di laurea". Le "considerazioni sulla Shoah" nella tesi di laurea di Abu Mazen sono appunto le calunnie antisemite della collaborazione tra sionisti e nazisti. Eric Salerno continua nella sua pluriennale opera di disinformazione. 


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