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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
19.03.2014 Attaccata una pattuglia israeliana sul Golan
la cronaca di Maurizio Molinari

Testata: La Stampa
Data: 19 marzo 2014
Pagina: 17
Autore: Maurizio Molinari
Titolo: «Siria, la guerra arriva sul Golan: attaccata una pattuglia israeliana»

Riprendiamo dalla STAMPA  di oggi 19/03/2014, pag.17,  l'articolo di Maurizio Molinari, dal titolo "Siria, la guerra arriva sul Golan: attaccata una pattuglia israeliana": 

Soldati israeliani controllano il confine con la Siria
a destra, Maurizio Molinari

Fuoco incrociato sulle Alture del Golan. Una pattuglia israeliana è caduta in un agguato a Majdal Shams quando quattro soldati, scesi da una jeep a ridosso del reticolato che segna il confine con la Siria, sono stati investiti dall’esplosione di un ordigno. Per la tv «Al Arabya» l’intento era «rapire almeno un soldato» e la pattuglia era stata attirata sul luogo della trappola da alcuni movimenti sospetti di uomini armati. Ma l’operazione è fallita per il massiccio intervento di truppe ed elicotteri israeliani, seguita da colpi di artiglieria contro una posizione dell’esercito siriano. Si è trattato della più violenta giornata di scontri lungo il confine del Golan da quando, oltre tre anni fa, è iniziata la guerra civile siriana.
I portavoce israeliani evitano di indicare un particolare gruppo come responsabile dell’agguato - che ha causato quattro feriti, di cui uno versa in serie condizioni - ma il premier Benjamin Netanyahu afferma che «il confine con la Siria è pieno di Hezbollah e jihadisti». «Finora siamo riusciti a mantenere la calma e agiremo con fermezza per proteggere i nostri cittadini» aggiunge il premier, preannunciando rafforzamenti lungo i confini settentrionali. D’altra parte negli ultimi dieci giorni gli incidenti si sono ripetuti: alcuni Hezbollah sono stati bersagliati mentre tentavano di depositare un ordigno e una bomba è esplosa vicino Har Dov, al confine con il Libano. Fra gli analisti di sicurezza in Israele prevale la convinzione che Hezbollah, rafforzato dai successi militari contro i ribelli siriani, stia estendendo la propria area di operazioni dal Libano del Sud al Golan, per rivendicarne il controllo.
Proprio il consolidamento del fronte pro-Assad in Siria, grazie alla recente cattura di Yabroud, ha portato l’amministrazione Obama ad una svolta politica: chiudere tutte le sedi diplomatiche del regime di Assad negli Usa affidando i rapporti con la Siria all’inviato speciale Daniel Rubinstein, il cui compito però è, per Washington, «dialogare con l’opposizione» in attesa che «Assad lasci il potere e consenta alla nazione di risollevarsi».

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