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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
12.03.2014 Tifosi razzisti: perché non vengono individuati ?
La domanda di Andrea Agnelli, presidente della Juventus

Testata: Corriere della Sera
Data: 12 marzo 2014
Pagina: 49
Autore: Redazione del Corriere della Sera
Titolo: «'Tutti insieme e duri contro il razzismo'. Agnelli, Malagò e Abete in coro»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 12/03/2014, a pag. 49, l'articolo dal titolo "«Tutti insieme e duri contro il razzismo». Agnelli, Malagò e Abete in coro".

IC ha commentato la notizia dei cori antisemiti il 10/03/2014. Per maggiori informazioni, cliccare sul link sottostante
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=236&sez=120&id=52694


Come dichiara Andrea Agnelli, presidente della Juventus, non ci capisce "
perché negli stadi non si riescano ad individuare 30-40 persone che provocano problemi". Forse sarebbe il caso di aumentare i controlli e impedire l'accesso ad alcune categorie di tifosi razzisti ?
Ecco il pezzo:

«Deve essere lanciato un messaggio forte contro ogni forma di discriminazione». Andrea Agnelli prende ancora una volta le distanze dagli pseudo tifosi che durante Juve-Fiorentina si sono resi protagonisti di cori antisemiti verso i sostenitori viola, che a loro volta avevano esposto uno striscione offensivo sulle vittime dell’Heysel. Quella del presidente bianconero, intervenuto a Firenze al 7° seminario «Il calcio e chi lo racconta» organizzato da Figc e Ussi, è una presa di posizione netta. «Sono molto attento a queste vicende, ma ogni volta rimango sorpreso. Domenica dalla tribuna non ho sentito nulla, poi leggo il referto e non capisco perché negli stadi non si riescano ad individuare 30-40 persone che provocano problemi. Sono fenomeni ridotti, ma è giusto combatterli tutti insieme evitando di dare risalto a comportamenti che producono uno spirito di emulazione». «Reazione legittima», secondo Agnelli quella di Mariella Scirea, moglie dell’indimenticato Gaetano, che ha minacciato di chiedere alla società di togliere il nome del marito dalla curva bianconera se dovessero ripetersi episodi simili. È intervenuto anche il numero uno del Coni, Giovanni Malagò: «Agnelli è uno dei pochi che ha preso una posizione chiara e coraggiosa, tutti i suoi colleghi dovrebbero fare altrettanto». Duro anche Abete, numero uno del calcio italiano: «Le normative come quelle sulla discriminazione territoriale ci sono e vanno rispettate. A fine stagione potrebbe esserci un dibattito per capire se sia opportuno modificare o ottimizzare queste norme».

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lettere@corriere.it

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