Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Qatar: al centro dell'estremismo islamista Commento di Viviana Mazza
Testata: Corriere della Sera Data: 08 marzo 2014 Pagina: 58 Autore: Viviana Mazza Titolo: «I Fratelli musulmani dividono il Qatar da Emirati e Sauditi»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 08/03/2014, a pag. 58, con il titolo " I Fratelli musulmani dividono il Qatar da Emirati e Sauditi ", il commento di Viviana Mazza.
Viviana Mazza
Il «club» del Golfo si è spaccato, dopo tensioni che ribollivano da tempo. La crisi diplomatica è scoppiata, mercoledì scorso, quando tre membri del Consiglio di cooperazione del Golfo — Arabia Saudita, Emirati e Bahrein — hanno richiamato gli ambasciatori dal Qatar, accusandolo di ingerenza nei Paesi vicini ai danni della sicurezza regionale. Il giorno dopo l'Egitto ha seguito l'esempio. Lo scontro è legato all'appoggio del Qatar alla Fratellanza musulmana, considerata una forza destabilizzante da Emirati e sauditi (tanto che a Riad ieri è stata formalmente dichiarata «terrorista»). II Qatar invece ha sostenuto gli islamisti a tappeto nei Paesi delle Primavere arabe, usandoli per proiettare influenza in tutta la regione. Quando a luglio in Egitto i militari hanno rovesciato il rais Mohammed Morsi e i suoi Fratelli musulmani (più tardi dichiarati «organizzazione terroristica»), Abu Dhabi e Riad lo hanno finanziato lautamente. Doha invece è accusata di aver continuato ad appoggiarli, anche attraverso la tv M Jazeera (nove giornalisti si trovano sotto processo al Cairo). Visioni inconciliabili, che lo scorso giugno il nuovo emiro trentenne Tamim Al Thani sembrava poter risolvere: aveva promesso una politica estera più allineata a quella dei suoi vicini. Ma se Doha ha allentato l'intervento su alcuni fronti, come la Siria, non ha però abbandonato la Fratellanza. A gennaio, gli Emirati si sono infuriati perché il predicatore Qaradawi (che vive in Qatar) ha attaccato in un sermone i Paesi che «violano l'Islam» appoggiando i militari in Egitto. Pochi giorni fa un medico qatariota è stato condannato a 7 anni negli Emirati con l'accusa di legami con un'organizzazione vicina alla Fratellanza. In due summit nel Golfo, nei mesi scorsi, i sauditi hanno minacciato di denunciare pubblicamente Doha, ma lo sceicco del Kuwait aveva mediato. Ora si apre per il piccolo Qatar una scelta: seguire i sauditi e ridimensionare la propria influenza regionale, oppure scegliere l'isolamento (e magari avvicinarsi all'Iran). Il fatto che Doha non abbia ritirato gli ambasciatori dai Paesi vicini e che Qaradawi abbia saltato l'ultimo sermone, fa pensare che propenda per la prima scelta, cioè tornare nel «club».
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