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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
03.02.2014 Quando l'ideologia sconfigge l'intelligenza
commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 03 febbraio 2014
Pagina: 12
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «La 'stecca' di Noa la star»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 03/02/2014, a pag. 12, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo "La 'stecca' di Noa la star".


Fiamma Nirenstein                Noa

Achinoam Nini, detta Noa, è famosa in tutto il mondo per le sue incredibili doti cano­re, per la colonna sonora del film di Benigni«La vita è bella»e anche per aver cantato davanti al Papa,all'Onu,ad Assisi,in tut­te le circostanze in cui poteva di­mostrare il suo pacifismo. Fin qui tutto bene. Quello che colpi­sce è che da quel cuore pacifico sia spuntata una spada autorit­a­ria per cui se non la pensi come me ti disprezzo, ti denuncio, non voglio avere niente a che fa­re con te. È così che Noa ha rifiu­tato un prestigioso premio ca­noro da un’associazione israe­liana Acum che protegge il lavo­ro degli artisti. Lo ha rifiutato perché Acum mentre le dedica­va il premio per la promozione della musica israeliana, attribuiva a un altro meno famoso can­tante, Ariel Zilber, il premio alla carriera. Zilber va per i settanta, ha la barba bianca, è un uomo di rock e di fede e ha il difetto, per Noa, di essere di destra, po­co propenso a concessioni terri­toriali. Così Noa ha annunciato di rinunciare per «ragioni ideo­logiche »: e mentre riafferma la sua militanza per i diritti uma­ni, delegittima come artista in­degno uno che non la pensa co­me lei. Ma la delegittimazione è un gesto razzista, e Noa, una star internazionale, sa che il suo gesto aiuta quelli che pensa­no che in Israele ci sono da una parte alcuni buoni come Noa e poi molti orribili cattivi che non vogliono la pace. Sabato Kerry, parlando del processo di pace ha minacciato solo Israele di ro­vina economica se esso fallirà. Ne ha delegittimato la volontà di pace senza ricordare che i pa­lestinesi ogni giorno minaccia­no la rottura. Ok: è la politica, stupido. Ma la delegittimazio­ne dovrebbe ignorare almeno il pentagramma.
www.fiammanirenstein.com

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