Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Turchia sempre più lontana dall'Europa una buona notizia. Cronaca di Marco Zatterin
Testata: La Stampa Data: 22 gennaio 2014 Pagina: 15 Autore: Marco Zatterin Titolo: «Ue più lontana per la Turchia di Erdogan»
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 22/01/2014, a pag. 15, l'articolo di Marco Zatterin dal titolo " Ue più lontana per la Turchia di Erdogan ".
Marco Zatterin Recep Erdogan
Dopo la conferenza stampa con le garbate frasi di rito pronunciate fra la bandiera turca e quella a dodici stelle, arriva un alto eurofunzionario che spazza via il buonumore di facciata e ammette il clima teso, «un brutto incontro, un passo indietro». Al vertici dell’Unione che lo hanno ricevuto a Bruxelles, non è piaciuto il linguaggio con cui il premier Recep Tayyip Erdogan ha affrontato i temi delle riforme giudiziari nel suo paese che, dal 2006, negozia con scarsi progressi l’adesione all’Ue. «Il potere giudiziario non dovrebbe andare oltre il suo mandato - ha detto severo l’uomo di Ankara -, altrimenti finiamo nelle sue mani e non siamo una democrazia». Sebbene Herman Van Rompuy, numero uno del Consiglio, sottolinei la volontà «condivisa» di far sì che il dialogo con i turchi sia finalizzato all’adesione (centro non prima di 10-15 anni), la trattativa avanza lenta. Il percorso prevede 35 capitoli, dei quali appena 14 sono aperti e uno solo è stato sigillato. Con ogni probabilità farà prima la Serbia che ieri ha chiuso la prima conferenza intergovernativa nel processo che potrebbe incoronarla ventinovesima capitale dell’Unione già nel 2020. Rivolgendosi a Erdogan (in cravatta verde coranica), Van Rompuy (cravatta rossa) ha invocato il rispetto dei diritti umani e la separazione dei poteri dello stato. Il numero uno della Commissione (cravatta blu) si è detto «preoccupato», pur ammettendo di «essere stato rassicurato» dall’ospite. Risulta non sia così. Le notizie di interventi purgativi fra polizia e giudici inquietano Bruxelles e complicano le relazioni. «Se la magistratura non agisce in modo indipendente dobbiamo assicurare imparzialità e indipendenza», ha detto Erdogan. «Per qualunque problema la risposta è sempre nel diritto», ha risposto Barroso. Sguardi torvi. E anche il cruciale discorso dei visti facili, per ora, resta sospeso.
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