Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Siria: riprende in Svizzera la conferenzanella più grande confusione CRonaca di Maurizio Molinari
Testata: La Stampa Data: 19 gennaio 2014 Pagina: 15 Autore: Maurizio Molinari Titolo: «A segno il pressing di Kerry, sì degli anti-Assad ai negoziati»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 19/01/2014, a pag.15, con il titolo "A segno il pressing di Kerry, sì degli anti-Assad ai negoziati", l'articolo di Maurizio Molinari sulla Conferenza internazionale sulla Siria che si terrà a Montreux mercoledì prossimo.
La realtà
I ribelli filo-occidentali saranno al tavolo della conferenza internazionale sulla Siria «Ginevra 2» che si apre mercoledì a Montreux, in Svizzera. Al termine di due giorni di tesi confronti la «Coalizione nazionale siriana», riunita a Istanbul, ha approvato l’invio di una delegazione con 58 voti a favore su 73 votanti e 81 aventi diritto. È un risultato che premia le pressioni del Segretario di Stato, JohnKerry, assieme ai parigrado di Londra e Parigi, che avevano minacciato la sospensione degli aiuti militari se i ribelli avessero dato forfait. Fonti diplomatiche a Istanbul assicurano che «ad essere decisiva» sarebbe stata l’Arabia Saudita, dando luce verde ai ribelli dopo aver ricevuto da Washington assicurazioni sull’assenza dell’Iran alla conferenza. Le divisioni a Istanbul lasciano però intendere che l’impegno dei ribelli resta in bilico, a causa del timore che l’incontro con i rappresentanti di Bashar Assad possa delegittimarli a favore dei rivali jihadisti. Non a caso,Kerry poco prima del voto a Istanbul aveva assicurato ai ribelli che «Assad non farà parte del futuro della Siria» spingendoli a partecipare per «gettare le fondamenta di ciò che avverrà» dopo il suo abbandono del potere. Per allontanare il sospetto di accordi segreti fra Washington e il regime Sul fronte opposto,Damasco si presenta alla conferenza con una posizione più solida, garantita da Mosca. Il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moallem ha consegnato al collega russo Sergei Lavrov due impegni: la disponibilità al cessateil- fuoco nell’area di Aleppo - la maggiore città siriana - e uno scambio di prigionieri con i ribelli filo-occidentali. A confermare l’offensiva diplomatica siriana è la decisione di far affluire aiuti alimentari al campo profughi di Yarmouk in una delle aree di maggiore sofferenza per i civili. Assad è infatti favorevole al cessate-ilfuoco per creare dei corridoi umani. La raffica di iniziative di Damasco e l’avallo dei ribelli filooccidentali alla conferenza implicano il successo degli sforzi di Mosca eWashington nel riuscire a portare attorno allo stesso tavolo i protagonisti della guerra civile. Ma l’esito di Montreux resta in dubbio, anche perché in Siria i gruppi jihadisti continuano a combattere lasciando intendere che comunque finirà «Ginevra 2» bisognerà fare i conti con loro.
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