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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
18.01.2014 Netanyahu perde la pazienza. Anche con l'Italia
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 18 gennaio 2014
Pagina: 12
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Netanyahu perde la pazienza. Anche con l'Italia»

Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 18/01/2014, a pag.12, con il titolo " Netanyahu perde la pazienza. Anche con l'Italia", Fiamma Nirenstein commenta  la politica estera del governo d'Israele.

Fiamma Nirenstein

Gerusalemme- Tempo di riscossa: i Pa­esi dell'Unione Europea convocano gli ambasciatori israeliani per prote­stare contro le costruzioni nei territo­ri? E Israele convoca gli ambasciatori di Roma, Londra, Parigi e Madrid per protestare contro il loro l'atteggia­mento squilibrato sempre a favore dei palestinesi. L'amaro calice delle guide lines della signora Ashton e la convocazione dei suoi ambasciatori alla fine sono risultate inaccettabili per Israele, un'intromissione in un momento delicato dei colloqui di pa­ce. E forse la convocazione israeliana è un avvertimento all'Europa a non farsi strumento di Kerry per spingere a concessioni obbligatorie. Israele forse parla a nuora anche perché suo­cera intenda. Così anche l'ambascia­tore italiano Francesco Talò, che ha rapporti cordiali con Israele, ha su­bìto nell'ambito del gruppo convoca­to dal ministero degli Esteri l'accusa di prendere sempre la parte dei pale­stinesi. Come fate a insistere tanto su­gli insediamenti, hanno sostanzial­mente detto ai diplomatici, quando dai palestinesi viene l'insistito rifiuto del riconoscimento di uno Stato Ebraico, dopo che gli abbiamo conse­gnato i prigionieri promessi, e loro non hanno dato in cambio altro che lodi dei terroristi liberati? La convoca­zione di Talò e degli altri propone di smetterla di colpevolizzare Israele.

Bibi Netanyahu

Ed è quello che aveva fatto il primo mi­nistro Benyamin Netanyahu la sera prima, con durezza, accusando l'Eu­ropa di ipocrisia durante il brindisi annuale con la stampa estera a Geru­salemme.
Il mondo arabo mette Netanyahu di buon umore in questo periodo, mentre l'Europa lo fa arrabbiare. Fini­ti i cocktail con un largo sorriso ha de­finito l'incontro pomeridiano col re giordano Abdullah «eccellente»: i due hanno discusso dei colloqui in
corso. È vitale capire chi controllerà la Valle del Giordano che i palestinesi vorrebbero per sé con la presenza di una forza internazionale. Israele non ci sta, il re è in posizione delicata: «Pro­teggeremo la sicurezza di ambedue i popoli» ha detto Bibi. La sua ira inve­ce si è rovesciata su un'Europa che ha appena chiamato a colloquio i suoi ambasciatori per protestare contro 1400 unità abitative nuove. Netan­yahu non ha usato diplomazie: sba­gliate, ha detto, se volete aiutare così a risolvere il conflitto. Non è la costru­zione di qualche casa che causa lo scontro. Bibi ha ricordato che fin da­gli anni Trenta, quando gli insedia­menti non erano in vista, il mondo arabo aggredisce con attentati e con il suo rifiuto lo Stato d'Israele. Basta con l'ipocrisia, ha detto, quand'è sta­ta l'ultima volta che l'Europa ha chia­mato l'ambasciatore dell'Olp per chiedergli conto dell'incitamento a distruggere Israele o per protestare perché i suoi apparati di sicurezza partecipano ad attacchi terroristici. «L'Ue di fatto suggerisce ai palestine­si che possono fare tutto quello che vogliono senza pagare nessun prez­zo ». Bibi ha risposto ai giornalisti, che chiedevano come si concilia restitui­re terroristi prigionieri ai palestinesi con le costruzioni, che qualche casa non cambierà l'accordo, e che spera comunque che i palestinesi non vo­gliano uno Stato Judenrein .
L'aggressività internazionale ver­so Israele si esprime a 360 gradi. L'Unesco, a meno di una settimana dall'apertura di una mostra che per­corre i 3500 di legame fra il popolo ebraico alla terra d'Israele, l'ha bloc­cata con la scusa che il processo di pa­ce potrebbe venirne disturbato. Così l'organizzazione che dovrebbe pro­teggere la cultura nel mondo ne can­cella uno degli episodi fondamentali: la storia del popolo ebraico, la nascita del monoteismo a Gerusalemme. Si sa che lo stallo maggiore nel processo di pace oggi è il riconoscimento della storia del popolo ebraico. Che cosa ha da dire l'Europa sul gesto sconside­rato della solita Unesco?

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