Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il riscatto per la liberazione di Domenico Quirico dal Paese del Male pagati 4 milioni di euro. Come è sicuramente avvenuto per tutti gli altri ostaggi liberati
Testata: Il Giornale Data: 17 gennaio 2014 Pagina: 15 Autore: Redazione del Giornale Titolo: «Rivelazioni dal mediatore coi siriani: 'Pagati 4 milioni per liberare Quirico'»
Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 17/01/2014, a pag. 15, l'articolo dal titolo " Rivelazioni dal mediatore coi siriani: «Pagati 4 milioni per liberare Quirico»".
Domenico Quirico
Il governo italiano avrebbe pagato 4 milioni di riscatto per ottenere la liberazione lo scorso settembre dell’inviato della Stampa Domenico Quirico, rapito in Siria e tenuto in ostaggio in condizioni terribili per 152 giorni insieme al suo compagno di prigionia, il belga Marco Piccinin. Ad affermarlo è la rivista statunitense Foreign Policy che cita come fonte il mediatore, Motza Shaklab, membro del Consiglio Nazionale Siriano, una delle sigle dell’opposizione anti- Assad. L’ambasciata italiana a Beirut, avrebbe negato il pagamento di un riscatto. Nessun commento, invece, dalla Farnesina. Eppure Shaklab avrebbe raccontato diessere in contatto quasi quotidiano con gli italiani, tra cui la figlia di Quirico e funzionari del ministero degli Esteri. Ha spiegato che sin dall’inizio il governo italiano voleva liberare entrambi gli ostaggi e che i negoziati sarebbero continuati per più di tre mesi in cui, su pressione dell’Italia, avrebbe cercato di diminuire il riscatto. Nel frattempo la salute di Quirico peggiorava, a causa della prigionia. Shaklab ha anche specificato di non aver ricevuto denaro per il suo impegno. Avrebbe però chiesto e ottenuto dall’ambasciata italiana a Beirut una macchina per la dialisi ai reni di seconda mano, donata a un ospedale siriano, e un documento per circolare nella zona Schengen.
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