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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
16.12.2013 Londonistan: alla Queen Mary University seminari islamici con segregazione dei sessi
cronaca di Erica Orsini

Testata:
Autore: Erica Orsini
Titolo: «Studentesse mute a fondo sala. L’apartheid islamico a Londra»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 16/12/2013, a pag. 12, l'articolo di Erica Orsini dal titolo "Studentesse mute a fondo sala. L’apartheid islamico a Londra ".

Non c’è posto per la se­gregazione di genere nelle uni­versità britanniche. In realtà, è probabile che la maggioranza della popolazione neanche sa­pesse della sua esistenza fino a quando il Daily Telegraph pri­ma ( in occasione della morte di Nelson Mandela) e il Sunday Ti­mes ieri non hanno sollevato l’argomento. Il domenicale ha riferito che nel corso di un semi­nario islamico alla Queen Mary University di Londra il pubbli­co femminile aveva un ingres­so separato, con le donne co­strette a sedersi in uno spazio in fondo alla sala, senza poter por­re domande a voce o alzare la mano, costrette a scrivere i que­siti su un foglio, a differenza del pubblico maschile.
«Sembra che non abbiamo imparato nulla da quest'uomo (Mandela,
ndr ) - aveva scritto giorni fa un editorialista sul Te­legraph­ dato che nei nostri ate­nei consentiamo che in alcuni incontri con relatori musulma­ni, le donne debbano sedere in fondo alla sala, separate dagli uomini». Così si è venuti a sape­re che nelle università di Sua Maestà ci sono delle linee-gui­da molto controverse che ap­poggiano la segregazione ses­suale, solitamente voluta da gruppi estremisti per motivi re­ligiosi. «Non è solo un fatto di se­gregazione ma anche di come stanno trattando le donne», ha detto una studentessa musul­mana della Queen Mary, che non ha potuto rivelare il suo no­me per timore di essere critica­ta. Secondo la ragazza, nel cor­so degli eventi organizzati dalla società islamica donne e uomi­ni non si possono nemmeno guardare in faccia.
Nella pratica i rettori degli ate­nei consentono a gruppi orto­dossi di separare gli studenti
dalle studentesse durante gli in­contri che avvengono nell'am­bito del campus. Una prassi che nei giorni scorsi, per la pri­ma volta, il premier David Ca­meron ha pubblicamente con­trastato chiedendo che venga ufficialmente bandita. «Il pri­mo ministro non è d’accordo con un simile regolamento - ha dichiarato il suo portavoce - e non ritiene che agli ospiti isla­mici che vengono negli istituti in qualità di relatori debba ve­nir consentito di parlare a un pubblico segregato. Mister Ca­meron crede inoltre che le uni­versità debbano rivedere ur­gentemente le loro linee guida sull’argomento». Il portavoce del premier conservatore ha sottolineato che Cameron si è espresso sulla questione con as­soluta fermezza specificando che la segregazione di genere doveva essere bandita anche qualora fosse stata volontaria. A sostenerlo nella sua richiesta sono arrivate anche le dichiara­zioni del mi­nistro per l’Istruzio­ne Michael Gove che ha defini­to il regolamento «un incorag­giamento all'estremismo» del tutto inammissibile.
Di fronte a una simile levata di scudi, le autorità universita­rie hanno dovuto effettuare un clamoroso dietrofront e sabato hanno annunciato che stanno già rivedendo alcune regole in collaborazione con la Commis­sione per l'Eguaglianza e i dirit­ti umani che già si era occupata della materia studiando un ca­so particolare in cui il regola­mento universitario consenti­va la separazione dei sessi qua­lora le donne non fossero state costrette a sedersi in fondo all' aula, ma solo in aree separate. L’organismo aveva comunque ritenuto illegittima anche que­sto tipo di segregazione che quindi ora non sarà più ammes­sa. Si sa però che quando la ma­teria è così scottante, i cavilli e i motivi di discussione sono infi­niti. Così adesso il direttore del gruppo di rappresentanza de­gli atenei spiega che «la legge non è chiara quando la segrega­zione è di natura volontaria e quindi sarà necessario lavora­re anc­ora insieme alla Commis­sione per studiare un nuovo ap­proccio
». Una dichiarazione di­plomatica, utile soprattutto a non far infuriare la comunità islamica ortodossa largamente presente nelle università ingle­si. Intanto però la notizia diffu­sa dai giornali­ha costretto il go­verno ad assumere una posizio­ne netta nei confronti di una for­ma moderna di apartheid che ri­schia di riportare l'Inghilterra indietro di cent'anni.

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