Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
IC7 - Il commento di Andrea Jarach Dal 03/11/2013 al 09/11/2013
Testata: Informazione Corretta Data: 11 novembre 2013 Pagina: 1 Autore: Andrea Jarach Titolo: «Il commento di Andrea Jarach»
Il commento di Andrea Jarach
Andrea Jarach, editore, già Presidente della Federazione delle Associazioni Italia-Israele
Una settimana che potrebbe essere decisiva per il futuro del mondo e' contrassegnata dal mutato atteggiamento USA nei confronti dell'Iran. Dal calo di attenzione sulla tragedia siriana. Dalle dichiarazioni improvvide di Silvio Berlusconi sui propri figli paragonati ad ebrei sotto i nazisti. Tra le notizie note e meno note della settimana (chi ha saputo di una esplosione avvenuta nell'impianto nucleare di Araq in Iran?) desidero soffermarmi però su una storia secondaria e tutta italiana. Protagonista Moni Ovadia, attore arrivato alla celebrità per rappresentare una caricaturale figura di ebreo mitteleuropeo, e per celebrare la memoria della Shoah ma ancor più per le sue posizioni anti israeliane (avete letto bene). Ovadia trova uno spazio mediatico per un giorno per manifestare al "mondo" che ha cancellato la sua iscrizione alla Comunità Ebraica di Milano perché "non intende essere parte di una agenzia di propaganda di Israele".
Causa scatenante della sua uscita, dichiara, e' la sua esclusione dal festival di cultura ebraica Jewish and the City, appena conclusosi a Milano con straordinario successo per la partecipazione di un pubblico entusiasta e di protagonisti del pensiero e delle arti di livello internazionale. Dice Ovadia che non e' stato invitato al festival perché qualcuno nel comitato organizzatore si è opposto alla sua presenza. Era ora!
Da anni Ovadia viene percepito dal mondo culturale italiano come rappresentante degli ebrei e si permette posizioni che minano la pacifica convivenza nel Medio Oriente. Non e' infatti una legittima critica la sua ma un quasi delirio che lo porta a sostenere le posizioni più radicali palestinesi a danno della legittimità stessa dell'esistenza di Israele. Posizioni che resterebbero un rumore di fondo se non venissero espresse da un uomo di cultura che dai non ebrei e' percepito come "rappresentante" della cultura ebraica.
Per fortuna da oggi sarà più facile chiarire a tutti che Ovadia parla per se stesso, e come tale continui pure a parlare. Ma finalmente sarà più difficile trovarcelo ad ogni manifestazione nella quale si voglia un rappresentante ebreo per controbattere le posizioni dell'estremismo palestinese. Finalmente, anche se piccola, una buona notizia.