sabato 17 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Giornale Rassegna Stampa
24.10.2013 68 inutili anni di Onu
commento di Vittorio Dan Segre

Testata: Il Giornale
Data: 24 ottobre 2013
Pagina: 14
Autore: Vittorio Dan Segre
Titolo: «Buon compleanno Onu»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 24/10/2013, a pag. 14, l'articolo di Vittorio Dan Segre dal titolo "Buon compleanno Onu ".


Vittorio Dan Segre

Ben pochi si sarebbero ri­cordati che oggi è il sessantot­tesimo anniversario della na­scita a San Francisco delle Na­zioni unite se l'Arabia saudi­ta non avesse rifiutato di ac­cettare l'ambita poltrona di rappresentante non perma­nente nel Consiglio di Sicu­rezza, una poltrona ancora oggi inseguita da tanti gover­ni europei e perfino dalla Ue. Se l'Onu, nata il 24 ottobre 1945, fosse una persona sa­rebbe all’inizio della terza età, mostrerebbe qualche ru­ga con dignità, ma il gesto dell'Arabia Saudita è solo l'ul­tima dimostrazione che in meno di settant'anni, costel­lati di passi falsi e incon­gruenze, questa istituzione invece mostra una vecchiaia decrepita. Non si era mai vi­sta una scena come quella dell'applauso ai Sauditi della maggioranza dei delegati ara­bo islamici che vedono nell' Onu una creazione america­na e occidentale in difesa di principi da loro esacrati: de­mocrazia, uguaglianza dei sessi, libertà di espressione. La decisione saudita forse, fi­nalmente, servirà a mettere in luce la menzogna di un un' organizzazione nata per pro­muovere la pace nel mondo e trasformatasi in legittimato­re impotente di molti crimini internazionali. Inutile pensare che possa­no nascere riforme dal di den­tro. Sull'istituzione che fa funzionare questo «parla­mento » capace di votare che la terra é piatta (come vorreb­bero alcuni paesi musulma­ni) sono stati versati e conti­nueranno a esserlo fiumi di inchiostro, il gran rifiuto sau­dita non avrà molta influen­za. Ma la questione prima o poi dovrà essere affrontata dagli stessi titolari di peso del Consiglio di sicurezza. Per­ché il problema esistenziale dell'Onu é doppio: comporta­mento egoistico dei suoi membri e trasformazione del­la natura dei problemi inter­nazionali. Anzitutto c'è la di­sconoscenza dello scontro fra gli stati membri e sovrani soggetti al veto dei cinque membri vincitori della II guerra mondiale e le Nazioni (di cui l'Onu porta il nome ) i cui interessi non coincidono mai con quelli degli Stati. Non meno importante é la trasformazione dei problemi internazionali a causa della perdita della sovranità terri­toriale degli stati, del ritorno della ideologia laica e religio­sa nella politica, della globa­lizzazione dell'economia, i fe­nomeni naturali in gran par­te provocati dall'uomo che né l'Onu- con le sue spesso ef­ficaci Agenzie - Unicef, Fao, Unesco, l'Ilo (lavoro) etc - né gli Stati, per quanto potenti, riescono ad affrontare: deser­ticazione del centro della Ci­na, inquinamento dell'atmo­sfera urbana (basti pensare all'aria letteralmente irrespi­rabile di Città del Messico o di Pechino), prosciugamen­to delle reti fluviali per la eco­logicamente distruttrice cor­sa alla produzione di ener­gia, aumento dei livelli dei mari che rischiano di «anne­gare » paesi ricchi come Sin­gapore e poveri come il Ban­gladesh. Che il gesto drammatico dell’Arabia saudita serva a convincere le cancellerie a promuovere la riforma dell' Onu continuamente annun­ciata e mai realizzata (grazie anche all'opposizione della sua tentacolare burocrazia) è improbabile. Ma per l'im­magine e la pretesa di legitti­mità superstatale dell'Onu è un colpo forse mortale: nulla è più pericoloso per un re che far scoprire di essere nudo.

Per inviare la propria opinione al Giornale, cliccare sull'e-mail sottostante


segreteria@ilgiornale.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT