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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Repubblica Rassegna Stampa
21.10.2013 Elezioni a Gerusalemme: Nir Barkat in testa nei sondaggi
cronaca di Fabio Scuto

Testata: La Repubblica
Data: 21 ottobre 2013
Pagina: 16
Autore: Fabio Scuto
Titolo: «Gerusalemme va al voto destra spaccata e la città rischia un sindaco ultraortodosso»

Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 21/10/2013, a pag. , l'articolo di Fabio Scuto dal titolo " Gerusalemme va al voto destra spaccata e la città rischia un sindaco ultraortodosso ".


Nir Barkat

Non poteva mancare, a un articolo di Fabio Scuto, un accenno contro Israele "Al voto non partecipano i residenti palestinesi che abitano nella parte Est della città, occupata nel 1967, e sono ben il 40% degli abitanti.".
La titolazione, poi insiste molto sulla possibilità che Moshe Lion (appoggiato dagli ultraortodossi) possa vincere le elezioni, ma, come si legge nell'articolo stesso, per il momento è dato in vantaggio il sindaco uscente Nir Barkat.
Ecco il pezzo:

GERUSALEMME — Si vota domani in Israele per le amministrative e in ballo ci sono le municipalità delle maggiori città da Haifa a Tel Aviv, ma la battaglia per la poltrona di sindaco a Gerusalemme ha preso un sapore del tutto particolare. Lo scontro diretto è all'interno della Destra, dell'alleanza che sostiene a livello nazionale il premier Benjamin Netanyahu. A sfidare il sindaco uscente Nir Barkat, c'è Moshe Lion, uomo d'apparato scelto da Avigdor Lieberman - il leader dei nazionalisti- e dai rabbini ortodossi che governano le popolose comunità haredi della Città santa come feudatari. L'alleanza nazionalisti-religiosi vuole un suo uomo a governare Gerusalemme, custode religiosa e sacrale dell'ebraismo, immersa nei suoi riti, che deve restare ben distinta d alle luci e dalle attrattive ludiche di Tel Aviv. Su questo "patto" i nazionalisti, un pezzo del Likud (il partito del premier) e gli ultraortodossi hanno scelto il candidato "giusto" da contrapporre al sindaco uscente, certamente più moderno e dinamico. Barkat nei suoi 4 anni di governo ha capito che Gerusalemme è un tesoro internazionale e una città complessa, in una democrazia diversa che deve servire i suoi abitanti ebrei, cristiani e musulmani. L'ultimo sondaggio dice che è in vantaggio di una quindicina di punti, ma il numero dei gerosolimitani indecisi supera abbondantemente il 20%. Al voto non partecipano i residenti palestinesi che abitano nella parte Est della città, occupata nel 1967, e sono ben il 40% degli abitanti. Per evitare brutte sorprese nel governo, Netanyahu ha deciso di non schierarsi, con il timore-scrivono i giornali-di inimicarsi l'alleato Lieberman, con il quale i rapporti non sono idilliaci, specie dopo la presentazione alle ultime elezioni nazionali nell'unica lista Likud-Beitenu. Il premier ha scritto una lettera di sostegno e auguri ai 43 candidati-sindaco del partito in tutto Israele ma non a Moshe Lion. Ma ha anche ignorato il suo amico personale Nir Barkat. Il sindaco uscente tace, il suo sfidante invece dice convinto: «Il premier voterà per me». Il timore che la Città santa per le tre religioni finisca nelle mani di un sindaco nazionalista e religioso ha messo in allarme la sinistra. «Dobbiamo liberare Gerusalemme dai mediatori di potere ultra-ortodossi che troppospessovedonolacittàsolo come una loro esclusiva, piuttosto che la capitale di Israele, il cuore e l'anima del popolo ebraico, un centro delle religioni del mondo e una città moderna che deve funzionare senza problemi», dicono al Labor Party. La leader Shelly Yachimovich ha scritto una lettera agli elettori del Partito a Gerusalemme invitandoli a votare la lista comune con l'altro partito di sinistra Meretz per il Consiglio, ma Barkat come sindaco: «si è rivelato capace come amministratore, ed è certamente un uomo migliore del suo sfidante».

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