Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Quel libraio-scrittore a Tel Aviv nel racconto di Daria Gorodisky
Testata: Corriere della Sera Data: 20 ottobre 2013 Pagina: 15 Autore: Daria Godorisky Titolo: «Lo 007 ridà una chance a Villon»
Riprendiamo dal supplemento LETTURA del CORRIERE della SERA di oggi, 20/10/2013, a pagina 15, con il titolo " Lo 007 ridà una chance a Villon " la storia del libraio-scrittore Raphaël Jerusalmy di Tel Aviv, il cui libro "Salvare Mozart" ha avuto un buon successo anche in Italia.
La copertina Raphaêl Jerusalmy
A 58 anni è planato nella sua nuova vita. La quarta. Visto che prima Raphael Jerusalmy, nato e cresciuto a Parigi, è stato studente provetto sia della prestigiosa Ecole Normale Supérieure che della Sorbona; poi colonnello del Mossad in Israele; quindi (e lo è tuttora) libraio antiquario a Tel Aviv, dove può capitare di incontrarlo anche mentre gioca a bocce sui campetti dell'elegante viale Rotschild. Poi, dall'anno scorso, ecco la dimensione scrittore: il suo primo romanzo, Sauver Mozart è diventato subito un successo internazionale (in italiano Salvare Mozart, per e/o). E adesso in Francia è appena uscita la sua seconda opera di narrativa, La confrérie des chasseurs de livres (Actes Sud), che per vendite e critica conferma il consenso precedente. Storia e cultura sono al centro di entrambi i libri, e Jerusalmy sa intrecciarle ai personaggi con leggerezza, colpi di scena e suspense. Se Salvare Mozart è il racconto di quello che l'autore ha definito «un attentato musicale» contro i vertici della Vienna hitleriana, La confraternita dei cacciatori di libri (speriamo di vederlo presto anche da noi) ruota intorno a una guerra dove le uniche armi messe in campo sono le parole. Il protagonista principale è il poeta francese Francois Villon, quel visionario avventuriero, bevitore, sciupafemmine, tanto colto quanto pronto a delinquere: un personaggio alla Caravaggio, ma con i5o annidi anticipo. Dopo essere stato arrestato, torturato e condannato alla forca, nel 1463 il trentaduenne Villon viene improvvisamente graziato e espulso da Parigi e da quel momento non si saprà più niente di lui, un mistero. Fin qui è Storia. Mentre su ciò che può essere accaduto dopo è costruito il romanzo, un intrigo ambientato nella seconda metà del Quattrocento, con papi, sovrani, gran rabbini, principi, monaci, popolo, che si muovono tra Francia, Italia e Galilea. Parlando dei suoi libri, Jerusalmy riconosce che ci sono diversi piani di lettura; però dice che li ha scritti senza altri intenti che quello di divertire. Un atto di modestia, forse. Perché c'è un filo conduttore nelle sue storie: il potere del sapere e dell'ingegno come strumento di libertà; capace di inceppare, anche fosse solo per un attimo, gli ingranaggi più letali. E se non è un messaggio questo...
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