Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ebrei: la pratica della circoncisione Commento di Yasha Reibman
Testata: Corriere della Sera Data: 13 ottobre 2013 Pagina: 37 Autore: Yasha Reibman Titolo: «Ebrei: la pratica dela circoncisione»
Sul tema dibattuto della circoncisione, riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/10/2013, a pag- 37, la lettera di Yasha Reibman, vice-presidente della Comunità ebraica di Milano.
Yasha Reibman
Dobbiamo chiederci se in Europa ci sia ancora posto per ebrei e musulmani o se ci troviamo su un piano inclinato che arrivi a proibire due pratiche centrali per ebraismo e Islam. Polonia, Norvegia, Svizzera, Islanda hanno vietato la macellazione rituale. L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha chiesto di fatto la proibizione della circoncisione. Il Corriere ha affrontato il tema il 5 ottobre, ma data la posta in gioco qualcosa va puntualizzato. La circoncisione nulla ha a che fare con le mutilazioni genitali femminili, dal momento che nessuna funzione fisiologica viene limitata. Semmai, come sottolineato nel 2012 dall'American Academy of Pediatrics, dal punto di vista medico, i rischi sono superati dai vantaggi (come una minor probabilità di contrarre Hiv, Papilloma virus, Herpes genitale e sifilide). Una conseguenza positiva del dibattito potrebbe essere una più ampia consapevolezza della necessità di controllare la coagulazione prima dell'intervento riducendo i rischi di emorragie. È invece una richiesta da respingere quella di spostare l'età della circoncisione affinché il bambino possa esprimere il consenso. Innanzitutto per il bambino stesso, perché tale intervento è minimo se fatto da piccoli, mentre diventa impegnativo, sotto ogni aspetto medico e psicologico, se affrontato da grandi. Si tratterebbe poi di una richiesta discriminatoria: il consenso del bambino non viene preteso per altre pratiche mediche (come le doverose vaccinazioni) o sociali (come i fori nelle orecchie). Ma il dibattito deve anche essere serio e non può esserci reato senza pena. È facile prevedere che, in seguito al divieto, ai bambini verrebbero diagnosticate malformazioni urogenitali tali da necessitare la circoncisione, oppure i neonati verrebbero portati all'estero per rientrare circoncisi. Per un reato in cui non vi è danno, verrebbero arrestati i genitori o i figli affidati ai servizi sociali? È evidente che tali iniziative nascano dalla paura suscitata da immigrazione e fondamentalismo islamico, ma la paura è cattiva consigliera. II rischio è che l'Occidente non faccia tesoro della propria storia, lastricata di falliti ma terribili tentativi di limitare i diritti delle minoranze, a cominciare proprio dagli ebrei, odi eliminare de tutto il fenomeno religioso, come nell'Unione Sovietica. Dobbiamo tutti vigilare perché non si abbandoni la difesa della libertà religiosa a favore della conquista di una, inquietante poiché obbligatoria, libertà dalla religione. (Yasha Reibman già Portavoce e Vicepresidente della Comunità ebraica di Milano)
Per inviare al Corriere della Sera la propria opinione, cliccare sulla e-mail sottostante