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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
22.07.2013 Vita a zigzag (Post Mortem) del laico Lapid
Commento di Daria Gorodisky

Testata: Corriere della Sera
Data: 22 luglio 2013
Pagina: 12
Autore: Daria Gorodisky
Titolo: «Vita a zigzag (Post Mortem) del laico Lapid»

Su LETTURA/CORRIERE della SERA di oggi, 22/09/2013, a pag.12, con il titolo " Vita a zigzag (Post Mortem) del laico Lapid " Daria Gorodisky ricorda Tommy Lapid.

Tommy Lapid

Ha attraversato la vita andando a zigzag, Joseph «Tommy» Lapid, riuscendo sempre a prendere la direzione giusta al momento giusto. Da quando il 5 aprile i94i, a nove anni, si salvò dal bombardamento tedesco su Belgrado: correva a destra e le macerie crollavano a sinistra; sceglieva di virare a sinistra, e le schegge impazzavano a destra. E continuò così, dopo che i nazisti gli strapparono il padre e l'infanzia, fu :rendo di nazione in nazione dall'orrore, poi nel drammatico viaggio in mare verso il neonato Stato di Israele. Proprio appena sbarcato, nel 1948, si arruolò volontario. Da lì fu un crescendo di successi: perché Tommy Lapid ha vissuto con il perenne senso di colpa di chi, mentre la bestia divorava tutto, ce l'ha fatta a restare in vita; ma anche con la passione che può avere «solo una persona risparmiata da una morte certa». Diventò giornalista (prima del quotidiano in ungherese «Uj Kelet», poi di «Ma'ariv»), scrittore, businessman, seguitissimo opinion maker e direttore della tv di Stato, presidente del partito Shinui, parlamentare, ministro della Giustizia e vice primo ministro del governo di coalizione guidato da Ariel Sharon. Ospite e padrone di casa del gran mondo, Lapid era eclettico studioso e poliglotta; aveva grande sense of humour, personalità fortissima e spirito indipendente al punto da affossare una legge di bilancio che non condivideva: un voto contro Sharon, che pure amava di un amore filiale. Attivo combattente contro l'antisemitismo, è stato portatore, anche in politica, di un ebraismo tanto laico quanto fiero (e i partiti religiosi lo detestavano). Quando nel 2008 morì, lasciò disposizioni perché invece dell'orazione funebre risuonasse la canzone My Way di Frank Sinatra. La sua storia ha fatto da specchio ai primi 60 annidi vita di Israele ed è narrata in prima persona, con un piccolo stratagemma letterario, come «memorie dopo la mia morte»: Memories After My Death (in inglese per Elliott & Thompson). Il vero autore è il figlio di Tommy, Yair Lapid: altri sei libri pubblicati, anchorman tv anche lui, attuale ministro israeliano delle Finanze. E figlio d'arte due volte: sua madre, Shulamit Lapid, è tra le più prolifiche scrittrici dello Stato ebraico

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