Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ma diamo i numeri ? La proposta di Alessandro Gnocchi
Testata: Autore: Alessandro Gnocchi Titolo: «Se discriminare un negazionista non è reato»
Sul GIORNALE di oggi, 21/07/2013, a pag.22, con il titolo "Se discriminare un negazionista non è reato", Alessandro Gnocchi, ci auguriamo in vena di scherzi estivi di bassa lega, si chiede come mai nessuno è insorto in difesa di David Irving, forse il più noto negazionista della Shoah oggi, che, pare, non riesca a trovare una camera d'albergo a Berlino dove deve recarsi dopo essere stato invitato per una conferenza. Noi ci siamo indignati, egregio Gnocchi, ma per motivi opposti a quelli che lei si augura. Negare che sia mai esistita la Shoah non è un'opinione, ma una menzogna, che dovrebbe offendere innanzi tutto i vivi, soprattutto i non ebrei, piuttosto che la memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dai nazisti e dai loro collaboratori. Se ci passa il termine, troviamo la sua proposta indecente. Irving non appartiene a una minoranza discriminata, è solo un diffusore di menzogne, tragicamente pericolose in un momento in cui sono diventate parte della disinformazione fondamentalista islamica contro gli ebrei e Israele. Se non lo sapeva, legga i pezzi di Fiamma Nirenstein, li pubblica il Giornale al quale anche lei collabora. Ecco il pezzo:
David Irving
Per parafrasare uno slogan a lungo di moda in Italia, discriminare un negazionista non è un reato. David Irving è conosciuto per aver sostenuto tesi scioccanti, a esempio l'inesistenza delle camere a gas nei lager nazisti, costruite quindi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Idee ampiamente screditate dal punto di vista storico per le quali Irving è stato processato più volte, arrestato in Austria, bandito dalla Germania. E di questi giorni la notizia che l'autore de La guerra di Hitler, allo scadere del divieto, vorrebbe tenere una conferenza a Berlino. Un importante associazione di albergatori ha fatto sapere che nessuno, nella capitale tedesca, metterà una stanza a disposizione di chi ritiene l'Olocausto una truffa. A questo punto ci saremmo attesi i commenti di chi, ogni giorno, si indigna (spesso a ragione) per la discriminazione di qualsiasi minoranza. Niente. Sui giornali, a parte il nostro, nemmeno un trafiletto in cronaca, nonostante il caso sia rimbalzato su tutti i siti di news con una certa evidenza. Si vede che l'indignazione vale solo per alcune categorie di discriminati. Troppo facile spendersi quando si è certi di portare a casa l'applauso del lettore politicamente corretto. Cari editorialisti illuminati, dimostrate di credere in quello che scrivete, prendete posizione in favore della libertà di parola di David Irving, trovategli un letto a Berlino.
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