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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
12.07.2013 Polemiche sulla nomina di John Phillips ambasciatore Usa in Italia
commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 12 luglio 2013
Pagina: 13
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Ira dei diplomatici Usa: ambasciate in vendita»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 12/07/2013, a pag. 13, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo "Ira dei diplomatici Usa: ambasciate in vendita ".


Fiamma Nirenstein             Barack Obama

Per leggere il ritratto di John Phillips scritto da Fiamma Nirenstein sul GIORNALE e ripreso da IC di ieri, cliccare sul link sottostante
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=49847

Non è ancora arrivato e già un ti­fone diplomatico si abbatte sul nuovo ambasciatore americano a Roma, e proviene dalla sua pro­pria casa, gli Stati Uniti. Una schie­ra di diplomatici importanti come Thomas Pickering, che ha rappre­sentato gli USA in Russia, in Israe­le, in India..ha imbracciato la cara­bina: Obama sta compiendo un at­to di pura simonia, ha detto, ven­dendo le ambasciate ai suoi più fe­deli finanziatori. Con lui ha alzato la voce, fra gli altri, Susan Johnson presidente dell'American Foreign Service Association. Ormai si par­la di cartellini del prezzo su ogni ambasciata: se hai dato a Obama circa 1 milione e 800mila dollari per la campagna presidenziale, sei sicuro di ottenere una bella missio­ne all'estero.
No, non si può certo ridurre la personalità del nuovissimo amba­sciatore americano in Italia John R. Phillips a quella di un banale fund raiser di Obama. Ma il fatto che in un giorno solo il Presidente abbia nominato tre nuovi rappre­sentati all'estero tutti appartenen­ti alla schiera dei suoi migliori fi­nanziatori ultramilionari e abili strateghi della raccolta fondi, ha cominciato a sollevare onde. Sui giornali americani si fa notare che Obama ha portato ieri a 11 il numero dei diploma­tici da lui prescelti nell'ambito dei suoi amici danarosi. Gli ultimi tre sono ap­punto: l'avvocato John R. Phillips che ha contribuito, si di­ce, con 500mila dolla­ri; Matthew Barzun, nominato ambascia­tore in Gran Bretagna e Irlanda, che nella campagna di Obama, di cui presiedeva la parte finanziaria, ha raccolto fino a 700 milioni di dol­lari; e infine Crystal Nix Hines che ha raccolto 500mila dollari e che è stata nominata rappresentante permanente degli USA all’Organiz­zazione Educativa, scientifica e culturale dell’Onu,con sede a Pari­gi. La signora Nix Hines è un'avvo­cato di successo che ha fatto anche la producer televisiva e scrittrice. Barzun invece quando Obama lo ha affascinato era già un investito­re specializzato nel­le compagnie di start up, ed è già stato am­basciatore in Svezia prima di dimettersi nel 2011 per lavorare nella più stretta cer­chia organizzativa di Obama. Il nostro ambascia­tore, John Phillips è un personaggio la cui biografia è ben tornita e oltremodo di alta classe. Phillips è stato defini­to «uno dei cento avvocati più in­fluenti d'America» e il suo grande impegno nel campo dei diritti uma­ni, dell'ambientalismo e dei diritti dei poveri gli ha creato una fama in­discutibile. Questa va a braccetto con quella di innamorato dell'It­a­lia e anche di imprenditore del suo hobby, proprietario com'è di un magnifico residence a cinque stel­le nella campagna toscana da die­ci milioni di dollari. Sua moglie è una delle più quotate strateghe di Obama. Insomma, Phillips fa par­te di una classe dorata di persone molto ricche, molto fortunate, molto colte, molto liberal. Il presi­dente li promuove senza eccessive remore, tanto che un terzo degli ambasciatori da lui nominati sono suoi entusiasti sostenitori: secon­do USA Today, sette dei nuovi am­basciatori hanno messo insieme 500mila dollari di contributi, e un ottavo, Rufus Gifford ha diretto la campagna che ha raccolto più di 715 milioni per la campagna del 2012. Poi, è stato inviato come am­basciatore in Danimarca.
Sarà anche invidia, ma c'è anche qualche buona ragione che porta alcuni ambienti dello State Depart­ment a ribellarsi.
USA Today ripor­ta che un diplomatico molto noto, l'anziano Ronald Neumann che è stato ambasciatore in Afghani­stan, dice che è diventata «una pra­tica accettabile quella della pubbli­ca vendita delle ambasciate».
www.fiammanirenstein.com

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