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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
11.06.2013 'Il viaggio più lungo, Rodi-Auschwitz' un film di Ruggero Gabbai
Commento di Gianni Rondolino

Testata: La Stampa
Data: 11 giugno 2013
Pagina: 35
Autore: Gianni Rondolino
Titolo: «Rodi-Auschwitz, quel lungo viaggio verso la storia»

Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 11/06/2013, a pag. 35, l'articolo di Gianni Rondolino dal titolo "Rodi- Auschwitz, quel lungo viaggio verso la storia".

Stasera al Cinema Massimo verrà presentato il film di Ruggero Gabbai Il viaggio più lungo. Rodi-Auschwitz, che in meno di un’ora mostra praticamente tutto quello che successe a Rodi nel luglio 1944. Un documentario, certo, ma anche, grazie alla presenza di tre ebrei che si sono salvati, una vera e propria storia coinvolgente: il ricordo del passato sottolinea non solo ciò che accadde allora, ma anche e soprattutto la bellezza di un modo di vivere a Rodi che oggi non esiste più. I tre protagonisti sono più che ottantenni, presi dai tedeschi, insieme agli altri ebrei, con i loro genitori e i loro fratelli e sorelle, e sopravvissuti, anche se da allora non vivono più a Rodi. Sami Modiano, Alberto Israel e Stella Levi parlano a lungo e mostrano i luoghi in cui vivevano loro e i loro amici e tutti gli ebrei da più di 500 anni. Il seguire quello che dicono in maniera molto precisa e insieme il vedere l’isola com’è oggi e com’era settant’anni fa, significa studiare con attenzione quello che è successo. Non solo, ma è anche possibile estendere lo studio oltre Rodi, in tutti i luoghi, italiani e stranieri, in cui sono stati presi gli ebrei e portati a morire in Germania. Il bello del film, il cui regista è Ruggero Gabbai, ma i cui autori sono Marcello Pezzetti, che vediamo spesso nel film, e Liliana Picciotto – cioè il Direttore Scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma e la Direttrice dell’Archivio Storico del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano –, sta nell’intensità con cui tutto quello che dicono e fanno vedere costituisce la traccia viva di un’opera che non si potrà dimenticare. Anzi, nasce la voglia di andare a Rodi e vedere personalmente tutto quello che il film ci mostra. Non c’è dubbio che il cinema, se è ben realizzato, come Il viaggio più lungo , offre agli spettatori un’occasione per analizzare quello che è successo e che può succedere nella storia dell’umanità.

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