Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Della serie 'Scontro di civiltà? Noooooo' Kuwait, donna condannata a 11anni di carcere per aver criticato su twitter l'emiro
Testata: La Stampa Data: 11 giugno 2013 Pagina: 17 Autore: Redazione della Stampa Titolo: «Insulta l’emiro su Twitter. Condannata a undici anni»
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 11/06/2013, a pag. 17, l'articolo dal titolo "Insulta l’emiro su Twitter. Condannata a undici anni".
Emiro del Kuwait
Il Kuwait ha condannato ieri una donna a 11 anni di carcere per aver scritto su Twitter frasi giudicate insultanti contro Sheikh Sabah al-Ahmad al-Sabah, l’emiro del piccolo e ricchissimo Stato sul Golfo Persico.
La 37enne, Huda al-Ajmi, è un’insegnante, e, secondo la sentenza, è stata riconosciuta colpevole di tre capi di accusa: insulti all’emiro, istigazione a rovesciarlo e cattivo utilizzo del cellulare. Alla donna sono stati sommati i capi di accusa, cinque anni di prigione per i primi due, più un anno per il terzo, per un totale di 11. Si tratta della condanna più dura di questo genere in Kuwait, un Paese considerato tra i più moderati dell’area del Golfo. Huda è anche la prima donna a ricevere una sentenza così pesante. La blogger, che ha respinto le accuse, dovrà immediatamente scontare la sua pena, ma potrà fare appello. Dallo scorso ottobre il governo ha lanciato una campagna di repressione contro i militanti sul web e secondo Human Rights Watch dall’inizio del 2013 sono almeno 25 le persone condannate per reati simili.
Gli Stati Uniti, maggiore alleato dell’emiro e con 15 mila militari nel Paese, hanno chiesto che il Kuwait rispetti la libertà di espressione.
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