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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
09.06.2013 Hatufim/Sequestrati: il film di Gideon Raff per la Tv
Commento di Daria Gorodisky

Testata: Corriere della Sera
Data: 09 giugno 2013
Pagina: 13
Autore: Daria Gorodisky
Titolo: «Solo la Tv si ricorda dei rapiti»

Su LETTURA/CORRIERE della SERA di oggi, 09/06/2013, a pag. 13, l'abituale colonna domenicale di Daria Gorodisky, dal titolo "Solo la Tv si ricorda dei rapiti", nella quale si legge come le televisioni italiane siano state le uniche in Europa a non avere acquistato i diritti di una serie israeliana - Hatufim - di grande successo in tutto il mondo. Già, perchè?


locandina di "Hatufim"


Gideon Raff

Pochi giorni fa Ismail Haniyeh, elegante cinquantenne laureato in Letteratura araba, ha voluto ribadirlo: «Rapire soldati israeliani è un dovere di ogni buon palestinese». Questo è il messaggio del primo ministro di Hamas a Gaza. In Israele ci sono circa 1.500 persone, tra militari e civili, vittime di questi rapimenti; molti altri sono morti in prigionia; di altri non si sa neppure se siano ancora in vita: la comunità internazionale ha fatto e fa ben poco per ottenere che le organizzazioni terroristiche forniscano almeno la più essenziale delle informazioni. Libri e media israeliani si sono occupati ampiamente di questo tema, delle torture subite dai prigionieri, del tormento delle loro famiglie, dell'imperativo «portare a casa i ragazzi». Ma l'autore e regista Gideon Raff è stato il primo ad affrontare un argomento tabù: che cosa succede quando un soldato rapito torna? Tante ricerche e interviste, poi Raff ha realizzato una fiction televisiva che nel 2010 (e nel 2012 con la seconda serie) ha sfondato i record israeliani di audience; e che, tra l'anno scorso e questo, viene distribuita negli Stati Uniti, in Australia e nella maggior parte d'Europa ma non in Italia. Di altissima qualità cinematografica, bassissimi costi e massimo apprezzamento della critica, Hatufim (significa «Sequestrati»), racconta di tre riservisti di Tzahal che nel 2008 vengono riportati in patria — solo due vivi — dopo 17 anni di cattività in Libano. Lo zoom è sull'aspetto psicologico dei personaggi coinvolti, la difficoltà e il dolore del reinserimento, una moglie che ormai appartiene a un altro, o due figli lasciati in fasce e ritrovati giovani adulti; il tutto intrecciato ai sospetti dei servizi di sicurezza sulla nuova personalità dei due uomini, quindi interrogatori, indagini, suspense. Gli americani hanno subito chiesto a Raff di riadattare la storia a protagonisti e gusto stelle-e-strisce. Lui non ha esitato: 40 anni, ora abita di nuovo a Tel Aviv insieme con suo marito Udi, ma prima aveva lavorato nove anni a Los Angeles. Così è nato Homeland, conosciuto anche da noi. Truculento e cupo, contrariamente all'originale; ma si è portato via 27 premi, compresi diversi Emmy e Golden Globe.

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