Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Movimento 5 Stelle mistifica, ribalta, falsifica la storia la denuncia di Fabio Perugia, Comunità ebraica di Roma
Testata: Corriere della Sera Data: 28 maggio 2013 Pagina: 6 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «Ebrei romani contro Grillo. 'Antisionista'»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 28/05/2013, a pag. 6, l'articolo dal titolo " Ebrei romani contro Grillo. «Antisionista» ".
Manlio Di Stefano Fabio Perugia
MILANO — Il Movimento 5 Stelle non conosce la storia, peggio «la mistifica, la ribalta, la falsifica». A sostenerlo è la Comunità ebraica romana (Cer) che, sul proprio sito, commenta, a firma Fabio Perugia, l'intervento del deputato Manlio Di Stefano (foto) che in Aula lo scorso 21 maggio — in polemica con l'imminente svolgimento della fase finale degli Europei under 21 di calcio in Israele — ha chiesto al ministro dello Sport Josefa Idem di esprimere «solidarietà al popolo palestinese». Di Stefano, osservando polemicamente che il torneo si inaugurerà il 5 giugno, data dell'anniversario dell'inizio della Guerra dei Sei Giorni del 1967, si è riferito a quell'evento storico come a un «attacco» israeliano. Un giudizio — replica la Comunità ebraica romana — viziato da una «serie di clamorosi falsi storici» e che inciampa nelle «più becere teorie antisioniste». Di Stefano — rileva la Cer — ha sostenuto che il 5 giugno «è la data in cui Israele attaccò e occupò la Cisgiordania, Gaza, le alture del Golan e parte del Sinai. Quindi rappresenta una giornata di conquista per Israele e probabilmente l'inizio della sofferenza per molte altre popolazioni». Ma «nella guerra dei Sei Giorni — controbatte Perugia — Israele si difese dai Paesi confinanti che, dall'Egitto all'Iraq, ammassarono le proprie truppe ai confini e dichiararono ufficialmente guerra allo Stato Ebraico chiudendo gli Stretti. Non fu, dunque, Israele ad attaccare ma fu Israele a difendersi riuscendo a salvare il proprio popolo dalle minacce di distruzione». Chi è a capo dei 5 Stelle, conclude la Comunità ebraica rivolgendosi direttamente a Beppe Grillo, «prima mandi a lezione di Storia i propri parlamentari e poi faccia chiarezza su cosa vuole essere: qual è la posizione ufficiale del Movimento?».
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante