Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
IC7 - Il commento di Giacomo Kahn Dal 14/04/2013 al 20/04/2013
Testata: Informazione Corretta Data: 22 aprile 2013 Pagina: 1 Autore: Giacomo Kahn Titolo: «Il commento di Giacomo Kahn»
Il commento di Giacomo Kahn
Giacomo Kahn, direttore di Shalom e Shalom7
La settimana appena trascorsa è stata talmente piena di vicende sia nazionali che internazionali da rendere il commento facile per certi versi e complesso per altri. Se ci fermassimo a valutare le vicende politiche italiane lo sconforto avrebbe il sopravvento. Mai la Repubblica italiana ha vissuto uno scollamento di tale portata e di tale devastante spaccatura tra la classe politica e la società civile, un divario che alcuni alimentano per opacità e per assoluta incapacità di far prevalere il senso comune sugli obiettivi di parte. Altri che alimentano richiamando ad una giustizia o quanto meno ad una democrazia della piazza che puzza di populismo, di giustizialismo e di ‘chiamate alle armi’, anche riproponendo l’antico richiamo della ‘marcia su Roma’. Su queste macerie della democrazia italiana sopravvive – oltre le sue stesse forze e a discapito dell’età – un Presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano che per dirittura morale, per lucidità del pensiero, per la capacità di incarnare il senso del dovere e del sacrificio, si offre oggi come ultimo baluardo alla disgregazione economica, politica e dell’immagine dell’Italia. Qui, in questa sede, merita di ricordare che più volte Napolitano si è espresso con assoluta chiarezza denunciando ogni scivolamento politico contro Israele, affermando a chiare lettere il suo diritto a difendersi e indicando nell’antisionismo la nuova e moderna forma dell’antisemitismo. Una vicinanza ad Israele – la cui storia di rinascita si intreccia con il Risorgimento dell’Italia - che Napolitano ha ribadito nel messaggio augurale inviato a Shimon Peres in occasione del 65° anniversario della fondazione dello Stato ebraico. Anche questa ricorrenza ha trovato ampio spazio nelle cronache e nei resoconti, come molta più attenzione è stata data dalla stampa alla strage avvenuta alla Maratona di Boston. Un evento drammatico che pone però sempre la stessa questione sul modo di rappresentare gli eventi e le vicende del mondo, da parte dei mezzi di informazione. Pagine e pagine di racconti, di foto, di analisi e retroscena su tre morti e 130 feriti colpiti mentre assistevano ad un evento sportivo e nulla sulle decine e decine, addirittura centinaia di morti che nelle stesse ore cadevano in Siria o sotto le macerie del terremoto che ha colpito l’Iran. Che per i giornalisti e forse anche per l’opinione pubblica, i morti non siano tutti uguali, è un dato di fatto. Ma non si può solidarizzare e piangere per il povero piccolo bambino di otto anni ucciso a Boston e dimenticare le decine di migliaia di orfani e bambini feriti o uccisi nella guerra civile siriana. In Siria non solo è morto un Paese, non solo si stanno distruggendo nel silenzio e nella indifferenza assoluta del mondo migliaia di vite umane, ma si è anche seppellita per sempre la credibilità di qualsiasi movimento pacifista o di difesa dei diritti umani, Ricordiamocene quando – stiamone certi – torneranno a farsi sentire per accusare il loro colpevole preferito: Israele.