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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
07.04.2013 Germania: ancora vivi 50 boia di Auschwitz
Cronaca di Rolla Scolari

Testata: Il Giornale
Data: 07 aprile 2013
Pagina: 14
Autore: Rolla Scolari
Titolo: «Vivi 50 boia di Auschwitz: 'Berlino li punirà'»

Sul GIORNALE di oggi, 07/04/2013, a pag.14, con il titolo "Vivi 50 boia di Auschwitz: 'Berlino li punirà' ", Rolla Scolari racconta la èarte oscura della Germania post-nazista. Mica poi tanto post, quanti capi nazisti saranno sfuggiti alla giustizia ? Ora si viene a sapere che 50 sono ancora vivi. Vedremo se verranno giudicati per i crimini che hanno commesso.

Esistono dossier con nomi, co­gnomi e indirizzi. Si tratta di uomi­ni di ormai oltre 90 anni. Il procura­tore generale Kurt Schrimm ha det­to al giornale tedesco Westdeut­sche Allgemeine Zeitung -Waz­che la sua squadra di inquirenti ha individuato 50 presunti ex guardia­ni ancora vivi di Auschwitz-Birke­nau, il campo di concentramento nella Polonia occupata dai nazisti in cui morirono migliaia di ebrei.
Kurt Schrimm è il direttore del Centro di investigazione dei crimi­ni nazisti di Ludwigsburg. È stato creato nel 1958 dallo Stato tede­sco. Da allora, scrive la Waz, gli in­quirenti hanno aperto 7.486 in­chieste preliminari. Da quando nel 2011 un tribunale di Monaco di
Baviera ha condannato a cinque anni di carcere per concorso in omicidio di oltre 20mila ebrei John Demjanjuk, guardiano del campo di sterminio di Sobibor, nella Polo­nia occupata, il procuratore Schrimm si è convinto di poter por­tare davanti ai giudici altri uomini che, in qualità di custodi e guardia­ni di campi di concentramento, hanno partecipato all'orrore dell' Olocausto, ha spiegato. Benché sia difficile a distanza di decenni dai fatti ottenere testimonianze sul ruolo di queste persone, i dos­sier sono pronti. Secondo Schrimm e la sua squadra si arrive­rà a un processo. Già nelle prossi­me settimane le 50 persone sulla li­sta saranno incriminate per con­corso in omicidio.
A 68 anni dalle atrocità della Se­conda Guerra mondiale,
non si fer­mano le inchieste, la caccia ai cri­minali nazisti, né gli studi e le terri­bili scoperte. L'Holocaust Memo­rial Museum americano ha infatti da poco pubblicato i risultati di uno studio iniziato 13 anni fa. Se­condo gli esperti che per anni han­no lavorato all'individuazione in Europa di campi di concentramen­to, sterminio, ma anche di lavoro e ghetti, i luoghi dell'orrore nazista dalla Francia alla Polonia erano molti di più di quanto ipotizzato fi­nora: 42.500, dal 1933 al 1945.
Non si ferma anche il costante la­voro degli studiosi dello Yad Vashem, il Memoriale dell'Olocau­sto di Gerusalemme. Haim Gert­ner, capo archivista, ha detto alJerusalem Post che i ricercatori del­loYad Vashem, che finora hanno individuato 4.200.000 nomi di ebrei morti nell'Olocausto - più della metà- spera nei prossimi an­ni, anche grazie all'apertura degli archivi dei Paesi dell'ex blocco so­vietico, di poter completare gran parte dell'elenco mancante.
Proprio in queste ore, con una ce­rimonia al Memoriale dell'Olocau­sto, Israele celebra lo Yom HaSho­ah, il giorno della Shoah. Da oggi al tramonto fino alla sera di lunedì, il Paese si stringe in ricordo di milio­ni di vittime. C'è qualche appren­sione p­er un annunciato attacco ci­bernetico da parte di gruppi di hac­ker
anonimi contro il Paese, pro­prio in un giorno così simbolico.

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