Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Afghanistan: talebani sempre più forti 'grazie' al presidente Karzai col ritiro degli Usa tornerà tutto come prima ?
Testata: Il Foglio Data: 04 aprile 2013 Pagina: 3 Autore: Editoriale del Foglio Titolo: «Afghanistan lost in transition»
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 04/04/2013, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Afghanistan lost in transition ".
Talebani Afghanistan Ahmid Karzai
A Farah, nell’ovest dell’Afghanistan, ieri erano le nove del mattino quando alcuni veicoli pieni di esplosivo sono saltati per aria di fronte all’ufficio del governatore della provincia e a due banche piene di gente. Ma l’obiettivo era il Tribunale lì vicino e così un commando di miliziani con le divise dell’esercito afghano (un grande e triste classico degli attentati terroristici degli ultimi due anni) ha iniziato a sparare, la polizia ha risposto, s’è combattuto per ore, i talebani volevano liberare alcuni compagni che erano nel Tribunale. Sei degli attentatori avevano esplosivo addosso e alla fine della battaglie ci sono stati almeno 50 morti e un centinaio di feriti. Farah è la provincia che per anni è stata gestita dal comando italiano, ma ora che è iniziata la transizione il controllo non è più in mano nostra, il passaggio di consegne è ormai avvenuto. L’esercito afghano non è ancora in grado di gestire la sicurezza del paese, e questo lo sanno tutti, soprattutto i talebani che approfittano del vuoto per mettere a segno attentati sempre più clamorosi. Ma il punto non è tanto il vuoto, quanto quello che le istituzioni afghane – con “la complicità da ritiro” degli occidentali – fanno per riempirlo. Il presidente Karzai non si preoccupa di soddisfare le richieste degli stranieri – perché tanto sa che al momento nessuno ha un piano B per la sua sostituzione – e anzi concede appalti a un fratello che è ricercato negli Stati Uniti per traffico di droga. Soprattutto Karzai ha escluso gli stranieri dai negoziati di pace con i talebani (che della pace ovviamente se ne infischiano) ma poi non è riuscito a riservarsi una posizione di forza. In questi giorni Karzai è andato in Qatar (dove pare che ci siano almeno 300 talebani che hanno preso la residenza e fanno la bella vita) e non aveva nemmeno un appuntamento fissato. Quando arriverà, vedremo come stabilire un contatto, hanno comunicato i talebani che forse, a parte le gioie dell’islam, non si devono essere mai divertiti tanto.
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