Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Cipro: la meta per gli israeliani che vogliono sposarsi senza rito religioso cronaca di Rolla Scolari
Testata: Il Giornale Data: 28 marzo 2013 Pagina: 17 Autore: Rolla Scolari Titolo: «E gli israeliani volano a Cipro per le unioni civili»
Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 28/03/2013, a pag. 17, l'articolo di Rolla Scolari dal titolo "E gli israeliani volano a Cipro per le unioni civili " Il matrimonio civile è una delle battaglie che i partiti laici potranno affrontare in questo governo, nel quale non sono rappresentati i partiti religiosi.
Rolla Scolari
L’ufficio di Wedding Tours è all’ottavo piano di un palazzone. È minuscolo e di bello ha soltanto la vista sul mare. Non ci sono fiori o nastri bianchi a suggerire che l’attività principale dell’agenzia è organizzare matrimoni. «Non sono necessari. Le coppie non passano da qui», spiega Igal Lukianovsky, il giovane manager. Ci vogliono 24 ore per recuperare online le carte e pianificare il viaggio. Il lavoro di Igal è organizzare matrimoni civili nella vicina isola di Cipro, dove le banche falliscono ma il panorama è ottimo per le cerimonie e la burocrazia leggera. È un buon business in Israele ed è in crescita. Nel Paese, l’influenza delle comunità religiose ultraortodosseuna minoranza-è forte sull’intera società: per esempio i mezzi pubblici non funzionano il sabato e non esiste il matrimonio civile. Il dibattito sul rapporto tra Stato e sinagoga è a tratti feroce. In questi giorni, con un nuovo governo, il primo in molti anni dal quale mancano i partiti religiosi, c’è chi spera in qualche cambiamento, almeno sul fronte delle unioni civili. Per ora, però, si continua a volare a Cipro. Fino all’inizio degli anni Novanta, le poche persone che andavano all’estero per le nozze lo facevano per ideologia: laici o atei che facevano un gesto politico. Poi, con la caduta dell’Unione Sovietica e l’arrivo in Israele di migliaia di russi, la situazione è cambiata. «Ancora oggi molti immigrati russi - spiega Dan Christal, cerimoniere esperto di questioni matrimoniali- sono considerati ebrei dalle leggi d’immigrazione ma non dalle strette regole del Rabbinato ». Ecco perché la maggior parte delle coppie che oggi scappa a Cipro per dire «sì» è formata da un russo o una russa e un israeliano. Il volo da Tel Aviv arriva a Larnaca alle 8 del mattino. Il viaggio è corto. Tutto è pronto: l’autista, la guida che porta la coppia in uno dei comuni dell’isola. La cerimonia è breve. Il pacchetto prevede una veloce visita a Larnaca mentre un dipendente dell’agenzia di viaggio di turno porta i documenti per il timbro al ministero dell’Interno. Molti volano a Cipro in giornata, con un costo totale a persona di 500 euro circa, spiega Igal che ha organizzato il viaggio per 920 coppie nel 2012. Altri restano alcuni giorni con amici e parenti. Il problema delle nozze civili in Israele si pone anche a quegli israeliani che sposano uno straniero non disposto alla conversione. Valentina Cinatti ha 36 anni, vive a Tel Aviv ma è di Firenze. Ha conosciuto suo marito Ido in Italia. Si sono sposati a Cipro nel febbraio del 2011. Valentina era incinta. Quando il piccolo Daniel è nato, in aprile, i documenti delle nozze civili non erano ancora stati processati dalla burocrazia locale. Per riconoscere suo figlio Ido ha dovuto sottoporsi al test del Dna e per un certo periodo il neonato ha portato il cognome della madre. Non è soltanto una penosa questione burocratica, racconta Valentina: la parte più difficile sta nel «non sentire un senso di appartenenza». Anche per questo la coppia si trasferirà presto in Germania. C’è poi chi a Cipro ci va anche se avrebbe potuto sposarsi in Israele. Noga Harel è una determinata ragazza di Tel Aviv. Suo marito è israeliano, entrambi sono ebrei. Noga però non ha nessuna intenzione di sottostare alle regole del Rabbinato. Vuole un matrimonio civile e lo avrà fra pochi giorni: un breve viaggio a Cipro e unacerimonia a Tel Aviv creata dagli sposi su misura. «Sarà incentrata sull’amore e l’amicizia: quello in cui crediamo io e Shay», il futuro marito, dice.
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