Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Shoah: Le responsabilità della Romania di Antonescu Nel film 'Odessa' di Florin Iepan
Testata: Corriere della Sera Data: 15 marzo 2013 Pagina: 51 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «Romania e Shoah. Un film apre accese discussioni»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/03/2013, a pag. 51, la breve dal titolo " Romania e Shoah. Un film apre accese discussioni ". Nell'attesa che venga distribuito in Italia.
Florin Iepan Ion Antonescu
Un film presentato al festival internazionale di Bucarest One World Romania chiama in causa le responsabilità romene, fino ad oggi passate sotto silenzio, nell'Olocausto. «Odessa», realizzato da Florin Iepan, evoca l'esecuzione in massa di 22.500 ebrei ucraini da parte dell'esercito romeno, su ordine del maresciallo filonazista Ion Antonescu. Il massacro fu deciso per rappresaglia dopo la morte di un centinaio di soldati in un attentato contro il quartier generale romeno a Odessa: esso in realtà fu commesso da partigiani sovietici, ma attribuito agli ebrei. Il 23 ottobre 1941 uomini, donne e bambini furono imprigionati in luoghi cui venne dato fuoco. Questo episodio, secondo il regista «il più buio nella storia della Romania», sta provocando emozione e dibattito, dal momento che la Romania ha sempre negato la partecipazione all'Olocausto e molti ancora venerano la memoria di Antonescu.
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante