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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
05.03.2013 Qualcuno spieghi al 'Giornale' che la capitale israeliana è Gerusalemme
in vista del viaggio di Obama in Medio Oriente

Testata: Il Giornale
Data: 05 marzo 2013
Pagina: 12
Autore: Redazione del Giornale
Titolo: «Obama vuole Israele fuori dai Territori»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 05/03/2013, a pag. 12, l'articolo dal titolo "Obama vuole Israele fuori dai Territori ".


Barack Obama          Gerusalemme, il Kotel

L'occhiello recita : "Il 20 marzo viaggio a Tel Aviv".Qualcuno insegnerà mai al reparto esteri del Giornale qual è la capitale di Israele ?
E' inconcepibile che un quotidiano a tiratura nazionale cada in errori simili, manco fosse un'Unità o un Manifesto qualsiasi.
Ecco il pezzo:

Tel Aviv Il presidente americano Barack Obama ha chiesto una «tabella di mar­cia » per il ritiro di Israele dalla Cisgiorda­nia e, a questo riguardo, intende avere un dettagliato piano da parte del pre­mier Benyamin Netanyahu nella sua prossima visita in Israele e nella regio­ne, in programma a partire dal 20 mar­zo. Lo rivela il giornale americano on li­ne The World Tribune , ripreso dai me­dia israeliani.
Citando fonti isreliane, il giornale ­che firma il servizio da Gerusalemme ­spiega che il piano israeliano dovrebbe essere considerato come parte dell’ini­ziativa americana per stabilire uno Sta­to palestinese in Cisgiordania nel 2014.
«Obama- scrive il giornale riportando
le stesse fonti - ha chiarito a Netanyahu che la sua vi­sita non è un’opportunità per foto, quanto piuttosto lavoro sull’Iran e sullo Sta­to palestinese». «L’impli­cazione- ha proseguito la fonte con il giornale - è che se Israele non darà al presidente qualcosa su cui lavorare, lui agirà per proprio conto».
Il giornale - dopo aver sostenuto che la richiesta di Obama ha avuto effetto nell’ufficio di Netanyahu alle prese con una situazione di stallo nelle trattative per il nuovo governo- ha
anche detto che gli uomini di Obama considerano questo la «prova del nove» della leadership e della cre­dibilità di Netanyahu.
Natanyahu poi, torna a lanciare l’allarme sul pro­gramma nucleare del­l’Iran: Teheran non ha an­co­ra raggiunto la linea ros­sa, ma è sempre più vicina all’obiettivo di avere un’ar­ma atomica. Di qui l’enne­simo appell­o alla comuni­tà internazionale a non li­mitarsi
alla diplomazia e alla politica delle sanzioni, ma a preve­dere «una minaccia militare credibile», prima che sia troppo tardi. Un appello che Netanyahu ha lanciato intervenen­do via satellite da Gerusalemme all’as­semblea annuale dell’Aipac (America Israel Public Affair Committee), la po­tente lobby filo-israliana d’America. E che ribadirà al presidente americano, Barack Obama, quando arriverà in Israe­le. «Non vedo l’ora di incontrarlo»,ha af­fermato Netanyahu, il cui pressing sulla Casa Bianca per un’azione più decisa verso l’Iran è sempre stata costante.Il vi­cepresidente americano Joe Biden lo rassicura: «Non cerchiamo la guerra e siamo pronti a negoziare. Ma- ha ammo­nito il numero due dell’amministrazio­ne Usa - tutte le opzioni sono sul tavolo, compresa quella militare».E il presiden­te Obama - ha sottolineato ancora Bi­den- «non sta bluffando»,ma è molto se­rio quando­dice che gli Usa non consen­tiranno in alcuna maniera all’Iran di ave­re armi nucleari. Considerando il pro­gramma di Teheran «un pericolo non so­lo per Israele, ma per il mondo intero».

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