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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
06.02.2013 Usa: legale uccidere terroristi, anche se sono cittadini americani
cronaca di Maurizio Molinari

Testata: La Stampa
Data: 06 febbraio 2013
Pagina: 14
Autore: Maurizio Molinari
Titolo: «Legale uccidere terroristi. Anche se sono americani»

Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 06/02/2013, a pag. 14, l'articolo di Maurizio Molinari dal titolo "Legale uccidere terroristi. Anche se sono americani".


Maurizio Molinari

Gli Stati Uniti hanno il diritto di uccidere cittadini americani «leader o associati» di Al Qaeda e l’ordine può arrivare non solo dal presidente ma anche da funzionari di alto livello: ad attestarlo è un memorandum di 16 pagine redatto dall’amministrazione americana che «Nbc News» ha rivelato, creando forte imbarazzo alla Casa Bianca.

Il documento intitolato «Legalità di operazioni letali contro cittadini americani leader o associati di Al Qaeda» spiega che «il presidente» e «funzionari di alto livello» hanno l’autorità di designare come obiettivo un cittadino americano «se pone la minaccia imminente di un attacco violento alla nazione» e la sua eliminazione «è un legittimo atto di autodifesa che non viola i principi internazionali né l’ordine esecutivo 12333 che impedisce di ordinare di compiere assassinii» al presidente Usa.

Nei mesi scorsi il ministro della Giustizia Eric Holder e il consigliere per l’anti-terrorismo John Brennan si erano detti in favore degli attacchi dei droni contro cittadini americani come quello che nel 2011 eliminò l’imam Anwar Al-Awlaki, capo di Al Qaeda in Yemen e mandante di più tentati attentati contro gli Stati Uniti.

Il memorandum spiega che l’attacco diventa legale in presenza di tre elementi. Primo: l’«imminenza» della «minaccia» anche se ciò «non impone di avere prove specifiche su attacchi contro persone o interessi americani a breve termine». Secondo: l’«impossibilità della cattura» perché «porrebbe rischi non necessari al personale americano impiegato». Terzo: «La conduzione dell’attacco nel rispetto delle leggi di guerra» con un particolare riferimento alla necessità di intese con il Paese sul quale viene condotto.

Si tratta, nel complesso, del quadro giuridico a cui gli Stati Uniti faranno riferimento per rispondere all’indagine dell’Onu sulle morti causate dai droni in Pakistan e Yemen. Ma c’è dell’altro: la divulgazione del memorandum, che risale a giugno, ha sollevano le ire delle associazioni per i diritti civili che si preparano a dare battaglia contro la nomina a capo della Cia di Brennan, da domani impegnato nelle audizioni al Senato.

Proprio Brennan infatti è considerato il teorizzatore della strategia dei droni per colpire non solo i terroristi di Al Qaeda ma anche quei cittadini americani che diventano una «forza associata» ai jihadisti entrando così a far parte della «Kill List» nella quale il presidente sceglie i nemici da eliminare.

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