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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
26.01.2013 Egitto: sangue e proteste contro Morsi
La cronaca di Fausto Biloslavo

Testata:
Autore: Fausto Biloslvao
Titolo: «Al Qaida regista del caos in Egitto»

La protesta contro il regime del Presidente Morsi è esplosa ieri in piazza Taharir al Cairo. Riprendiamo la cronaca di Fausto Biloslavo, sul GIORNALE di oggi, a pag.13, con il titolo " Al Qaida regista del caos in Egitto".

Due anni dopo la caduta di Hosni Mubarak gli egiziani che non digeriscono i Fratelli mu­sulmani al potere sono scesi in piazza ieri scontrandosi dura­mente con la polizia. Il bilancio è di almeno otto morti e centina­ia di feriti in tutto il Paese. A Suez la polizia ha sparato sui manifestanti che assaltavano il governatorato.
Una settimana fa, invece, gli agenti si erano ben guardati dall' intervenire quando duemila estremisti salafiti avevano cir­condato l'ambasciata francese al Cairo. Non solo: sul cancello della sede diplomatica è stato appeso un grande striscione bianco con i faccioni di Osama Bin Laden e Ayman al Zawahiri, il nuovo capo di Al Qaida, come si vede nella foto che pubblichia­mo. I salafiti protestavano con­tro l'intervento francese in Ma­li. Sullo striscione di Al Qaida pa­role eloquenti: «Allah benedica i mujhaeddin». «Questi sono gli uomini che hanno garantito la vittoria ad Allah e al suo profe­ta », è lo slogan classico di Al Qai­da. E poi i propagandisti del ter­rore si chiedono: «Dove siete?». In pratica è un incitamento all' azione contro i francesi e gli alle­ati che appoggiano l’attacco in Mali. Come se non bastasse, fra gli organizzatori della protesta è spuntato Mohammed al Zawahiri, fratello minore di Ay­man, l'ex medico egiziano che guida Al Qaida dopo la morte di Bin Laden.
I manifestanti erano seguaci del Movimento salafita della guerra santa, un cartello di grup­pi estremisti egiziani.
In appog­gio ai cugini della jihad in Mali, sventolavano bandiere di Al Qaida chiedendo l'espulsione dell'ambasciatore francese. Mohammed al Zawahiri in un' intervista a Euronews ha rinca­rato la dose. Quella in Mali «è un' aggressione. La Francia ha attiz­zato il fuoco e iniziato la guerra. Se continuerà, le fiamme bruce­ranno i popoli dell'Occidente».
Il «giovane» Zawahiri ha pas­sato 14 anni in prigione ed è sta­to rilasciato dopo la «rivoluzio­ne » che ha abbattuto Mubarak. Sostiene di non far parte di Al Qaida, ma di condividerne l'ideologia. I capi dei Salafiti per
la guerra santa hanno reso pub­blico un comunicato che suona come un annuncio di attentati contro gli occidentali: «Le no­stre operazioni militari colpi­ranno tutti i paesi che aiutano la Francia nella guerra in Mali».
Nella lista delle nazioni nel mi­rino ci sono Stati Uniti, Belgio, Inghilterra, Germania, Russia e
diversi paesi africani. L'Italia non è citata, ma vengono espres­samente minacciate rappresa­glie nei confronti di chi «contri­buisce con aerei e appoggio logi­stico » al conflitto. Il nostro pae­se ha messo a disposizione per il Mali 15 istruttori, due aerei tra­sporto truppe ed una cisterna volante per rifornire in volo i cac­cia bombardieri francesi.
Non risulta che la polizia ab­bia arrestato qualcuno nella ma­nifestazione del 18 gennaio, che ha circondato l'ambasciata francese. Lo stesso presidente egiziano, Mohammed Morsi, che il 30 gennaio incontrerà la cancelliera tedesca Angela Me­rkel, si è opposto all'intervento in Mali. Ieri, invece, la polizia ha caricato i manifestanti che pro­testavano contro il nuovo pote­re in mano ai Fratelli musulma­ni. Sessantuno civili e 32 agenti sono rimasti feriti in duri scon­tri al Cairo, nella mitica piazza Tahrir, dove è iniziata la prima­vera araba egiziana, a Suez le vit­time sono almeno otto. La sede dei Fratelli musulmani a Ismai­la è stata data alle fiamme. La cri­si economica è un volano della protesta che riprende gli slogan di due anni fa: «Il popolo vuole abbattere il regime». Uno dei leader di sinistra, Hamdeen Sa­bahy, è ancora più chiaro: «La nostra rivoluzione continua. Di­ciamo no a uno stato della Fra­tellanza musulmana ».

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