Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Algeria: 'Hanno preso solo i cristiani' Prima il sabato, poi la domenica: il Vaticano è avvisato
Testata: La Stampa Data: 19 gennaio 2013 Pagina: 11 Autore: Francesca Paci Titolo: «Hanno preso solo i cristiani»
Tutti i giornali dedicano oggi, 19/01/2013, molte pagine all'uccisione degli ostaggi in Algeria da parte dei rapitori terroristi, per cui non ne riprendiamo le cronache, che i nostri lettori sicuramente conoscono già. Ci ha colpito invece una breve sulla STAMPA, di Francesca Paci, che dedichiamo -tra gli altri- ai lettori dei quotidiani cattolici, Avvenire e Osservatore Romano. Chissà se si renderennoconto della minaccia islamica, ben riassunta nel detto " Prima il sabato poi la domenica". Fra gli ostaggi non c'erano ebrei, quindi è toccata ai cristiani ad essere separati dagli altri ostaggi, per essere eliminati. Si renderà conto il Vaticano, con la sua folle politica di sottovalutazione del pericolo islamico, che i cristiani sono anche loro degli 'infedeli' ? Una domanda da inviare all'Osservatore Romano, il quotidiano ufficiale della Santa Sede, con un commento appropriato. Ecco la mail:
«Sin dall’inizio i terroristi ci hanno detto che non avrebbero torto un capello ai musulmani perché erano interessati solo ai cristiani e agli infedeli, ripetevano che li avrebbero uccisi» La storia a lieto fine dell’impiegato algerino 53enne Abdelkader, raccolta dalla Reuters, tranquillizza la moglie e i figli che l’hanno riabbracciato nella casa di In Amenas dopo la sua fuga dallo stabilimento di Tigantourine. Ma proietta ombre minacciose sulla sorte al momento ancora oscura degli altri ostaggi stranieri in mano agli islamisti. «Sono ancora sotto shock,posso solo dire che sono stato fortunato, temo che molti miei colleghi internazionali siano morti» continua. Alcuni analisti sostengono che l’azione fosse stata pianificata assai prima dell’intervento francese in Mali, ma Abdelkader sa solo che i rapitori avevano le idee chiare: «Sembrava che conoscessero bene l’edificio, si muovevano mostrando di sapere dove andare. Dicevano di volere che Hollande richiamasse le truppe dal Mali e l’Algeria smettesse di cooperare con Parigi».
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