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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
16.01.2013 Meglio tardi che mai
Barack Obama chiede a Morsi di ritrattare le sue dichiarazioni antisemite

Testata: Corriere della Sera
Data: 16 gennaio 2013
Pagina: 15
Autore: Cecilia Zecchinelli
Titolo: «Morsi rinneghi le frasi antisemite»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/01/2013, a pag. 15, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo "Morsi rinneghi le frasi antisemite".
Ma per ora Morsi non risponde.


Mohamed Morsi                               Barack Obama

È iniziato come un piccolo regolamento di conti tutto egiziano: il comico irriverente e dissidente contro il presidente islamico. Ora è un caso internazionale: Mohammed Morsi, raìs dell'Egitto da sette mesi, è nel mirino (diplomatico) dell'Amministrazione Obama per i commenti antisemiti «profondamente offensivi» da lui pronunciati quasi tre anni fa. Un video in cui l'allora dirigente dei Fratelli musulmani arringava la folla durante un comizio è stato trasmesso pochi giorni fa in Egitto nel programma televisivo di Bassem Youssef, medico e comico laico che per i suoi recenti attacchi a Morsi è già sotto inchiesta. Non si sa dove abbia scovato quel filmato ma le parole sono chiare: «Allevate i vostri figli e nipoti nell'odio» per ebrei e sionisti, diceva il futuro raìs. Pochi mesi dopo in un'intervista (pure ritrasmessa da Youssef) lo stesso Morsi descriveva gli israeliani come «sanguisughe che attaccano i palestinesi, discendenti di scimmie e maiali».
Dall'Egitto, tramite il New York Times, le parole sono rimbalzate a Washington suscitando sdegno e imbarazzo alla Casa Bianca che negli ultimi mesi ha tessuto stretti rapporti con il nuovo leader del Cairo. «Rifiutiamo in toto queste frasi, come ogni affermazione di odio religioso», ha commentato ieri il portavoce della Casa Bianca Jim Carey. Poi si è rivolto a Morsi invitandolo a «esprimere chiaramente il suo rispetto per ogni fede e la sua avversione per questo genere di retorica». Da parte di Morsi, invece, silenzio. Noto in passato per l'esplicita avversione contro Israele (sentimento condiviso da quasi tutti gli egiziani e gli arabi), da giugno il raìs si è più volte impegnato a rispettare il trattato di pace con lo Stato ebraico e i fedeli di ogni credo. E tra alti e bassi ha teso più volte la mano agli Stati Uniti, grande alleato ed erogatore di fondi. Prima o poi dovrà rispondere, ma per ora tace.

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