Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Libertà di espressione, un valore che non appartiene all'islam non sarà una storia a fumetti a dimostrare il contrario
Testata: Corriere della Sera Data: 03 gennaio 2013 Pagina: 40 Autore: Roberto Tottoli Titolo: «Profeta a fumetti e libertà di critica: le sensibilità dell'Islam alla prova»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/01/2013, a pag. 40, l'articolo di Roberto Tottoli dal titolo " Profeta a fumetti e libertà di critica: le sensibilità dell'Islam alla prova ".
Roberto Tottoli
Non sappiamo se definire superficiali o tragicamente senza senso gli articoli sull'islam di Roberto Tottoli, il quale cerca il pelo nell'uovo. Ma il pelo sensibile nell'uovo islamico non esiste. Tottoli approfondisca lo studio della shari'a e si renderà conto di quanto le sue analisi appartengono alla categoria del 'wishful thinking.
"Stabilire il limite della libertà di parola"
Difficoltà e timori per la libertà di espressione toccano gran parte dei paesi musulmani. La condanna di Bassem Youssef per le sue caricature del presidente egiziano Morsi è l'ultima di una lunga serie e accompagna analoghi fenomeni che riguardano anche il credo religioso. Le caricature danesi di qualche anno fa e il più recente film su Maometto hanno infiammato gli animi e causato reazioni di ogni genere. In questi giorni, e nelle prossime settimane, ci riprova il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, pubblicando una biografia a fumetti di Maometto. Le prime reazioni non sono mancate. L'Iran ha protestato ufficialmente, altri leader musulmani non sono stati da meno, puntando su ciò che crea maggiore imbarazzo all'Islam: dare un volto al Profeta. Anche se la prescrizione di non raffigurare il Profeta non è coranica e non ha base scritturale, si è imposta nei prodotti dello stesso genere creati da musulmani. Cartoni animati o film su Maometto non lo ritraggono mai in volto, né lui né i suoi compagni più famosi. Eppure fumetti (anche italiani: ad esempio gli eroi Bonelli come Zagor e Tex in Turchia) e raffigurazioni di vario tipo sono ben presenti nel mondo islamico, e il rapporto con l'immagine è ben più complesso di quello che i tradizionalisti vorrebbero imporre. Aspettando di conoscere nel dettaglio il respiro dell'operazione, il confine sottile tra libertà di espressione e rispetto del credo religioso sarà di sicuro evocato e ridiscusso, come ormai accade periodicamente. Secondo quanto annunciato dall'autore della versione a fumetti della vita di Maometto, tal Zineb, un sociologo franco-maghrebino, questa volta la storia è tratta dalle fonti storiche musulmane. È una novità interessante, ma che non mette al riparo da una satira dissacratoria: Maometto è ritratto dagli stessi musulmani come leader politico, capo militare ed eroe epico, con tutto quello che ciò comporta, oltre che come appassionato marito. E lo stile satirico della copertina e delle tavole pubblicate ieri non eviterà un percorso di dubbi, polemiche e accuse incrociate.
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