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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
28.12.2012 Germania: rifiuta la conversione all'islam, gli tagliano la lingua
Scontro di civiltà? Nooooooo!

Testata: Il Giornale
Data: 28 dicembre 2012
Pagina: 15
Autore: Diana Alfieri
Titolo: «'Non mi converto all’islam'. E loro gli tagliano la lingua»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 28/12/2012, a pag. 15, l'articolo di Diana Alfieri dal titolo "«Non mi converto all’islam». E loro gli tagliano la lingua ".

Ha rifiutato di convertirsi al­l’Islam, il giorno di Natale e per questo gli hanno tagliato la lin­gua. L’orrore del fanatismo reli­gioso, il corto circuito di un’inte­grazione che non c’è. É succes­so a uno studente indiano a Bonn, in Germania, vittima di un gruppo di estremisti islami­ci. Gli aggressori hanno prima chiesto alla vittima di che reli­gione fosse, e poi davanti al suo rifiuto di convertirsi all’Islam, sono passati all’azione,metten­do in pratica ciò che pochi mi­nuti prima avevano solo minac­ciato di fare. La polizia non ha diffuso le generalità dello stu­dente, che è stato soccorso da un passante. Ricoverato in ospedale, è stato dimesso il gio­r­no dopo.
Anche se può considerarsi soltanto un episodio non è sem­pre facile in Germania la convi­venza tra tedeschi e comunità musulmana. É ancora fresca la polemica su Thilo Sarrazin, ex ministro delle Finanze e mem­bro del consiglio direttivo della Bundesbank, che nel suo libro « Deutschland schafft sich ab» («La Germania si distrugge da sola») aveva scritto scatenando un putiferio che gli immigrati islamici «sono diversi, ignoran­ti, bloccano la Germania», e, so­prattutto, che a differenza di tut­ti gli altri immigrati «non si inte­grano ». E poi: hanno ottenuto dal welfare tedesco più di quan­to abbiano dato, sono poco istruiti e, riproducendosi in ma­niera superiore alla media, con­tribuiscono all’impoverimen­to intellettuale della Germania.
Poi ci furono le proteste, le ris­se, le manifestazioni per la pro­iezione pubblica, poi vietata, del film anti-islamico «Inno­cence of Muslims», iniziativa lanciata da un piccolo movi­mento di estremisti ultra-con­servatori. Toccò alla cancellie­ra tedesca Angela Merkel am­morbidire la situazione per evi­tare
tensioni e violenze. Disse: «Ci sono buoni argomenti lega­li per un divieto» e poi «la liber­tà d'espressione conosce an­che dei limiti». Frase che scate­nò altre discussione ma che non impedì alla cancelliera di ri­badire pochi giorni dopo che «l' islam è parte integrante della Germania» e che non bisogna confondere i musulmani tede­schi con gli islamisti pronti alla violenza: «Si deve fare grandis­sima attenzione a non mettere tutti in un gruppo».
Di certo nel mondo occiden­tale gli episodi di violenza con­tro chi non si piega ai dettami
del corano si stanno moltipli­cando. In Francia un uomo è stato condannato a sei mesi di prigione, per avere aggredito un'ostetrica ed avere rotto la porta di un blocco operatorio per rimettere il velo alla moglie che stava per partorire, mentre un ristoratore è stato aggredito per essersi rifiutato di chiudere per il Ramadan. Episodi, ma an­che fenomeni. Donne rapite e costrette a sposarsi con un estraneo. Oppure stuprate, tor­turate, se non addirittura bru­talmente uccise dai loro stessi familiari. Più di 17mila le don­ne che in Gran Bretagna subi­scono violenze di ogni tipo per una questione d’onore legate ai principi religiosi. E c’è l’Italia da Rachida Radi, uccisa nel reg­giano a martellate perché si sta­va convertendo al cattolicesi­mo, a Hina Saleem a Brescia e Sanaa Dafani a Pordenone, per­chè volevano vivere come un’occidentale. L’ultima fron­tiera del vivere civile.

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