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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
27.12.2012 Capire il vero significato della 'legge del taglione' nella Bibbia ebraica
Roberto Della Rocca risponde sul Corsera allo psicoanalista Massimo Ammaniti

Testata: Corriere della Sera
Data: 27 dicembre 2012
Pagina: 41
Autore: Roberto Della Rocca
Titolo: «Il Natale cristiano e gli ebrei»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 27/12/2012, a pag. 41, la lettera di Roberto Della Rocca, Direttore del dipartimento educazione e cultura, Unione delle comunità ebraiche italiane, dal titolo "Il Natale cristiano e gli ebrei ".


Roberto Della Rocca               la Torah                    Massimo Ammaniti

Sul Corriere del 23 dicembre un articolo di Paolo Conti riporta una lettura laica del Natale cristiano da parte dello psicoanalista Massimo Ammaniti.
Secondo quest’ultimo la natività «ricorda alla nostra civiltà l’arrivo di un personaggio che ha comunque modificato la concezione della morale introducendo il concetto di perdono, la comprensione dell'altro e superando la vecchia legge dell’occhio per occhio, dente per dente». Il solito copione paolino e marcioniano per il quale il Vecchio testamento, bollato con il marchio di legalismo e vendicatività, con la sua legge del taglione, sarebbe stato superato da una nuova alleanza che avrebbe finalmente elargito quell’amore e quel perdono di cui sarebbe priva la Bibbia ebraica. Che queste tesi vengano ancora diffuse in alcune parrocchie non ci stupisce più di tanto. Quando però ci vengono propinate da un noto psicoanalista che, per la professione che svolge, dovrebbe andare oltre a una lettura superficiale dei testi, ci getta nello sconforto.
Ammaniti dovrebbe riflettere sulle fonti rabbiniche e talmudiche, quelle scritte dai tanto «deprecati» farisei, laddove alla ritorsione si sostituisce il risarcimento, facendo pagare al colpevole quello che si definirebbe modernamente il lucro cessante, il danno permanente e anche quello psicologico. E tutto questo molti secoli prima che la civilissima Europa (cristiana?) affrontasse questi temi. Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma forse bastano questi per sollecitare i nostri intellettuali a sapere di più, a cercare testi, a studiare la storia ebraica, a cercarsi maestri, e in ultima analisi a «scoprire» gli ebrei con spirito obiettivo e alieno da antichi pregiudizi.

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