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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
19.11.2012 Guerra: L'Europa smetta di finanziare i missili di Hamas
Commento di Magdi Cristiano Allam

Testata:
Autore: Magdi Cristiano Allam
Titolo: «L'Europa smetta di finanziare i missili di Hamas»

Sul GIORNALE di oggi, 19/11/2012, il commento di Magdi Cristiano Allam, a pag.1/11, con il tirolo "L'Europa smetta di finanziare i missili di Hamas":

Catherine Ashton                      Magdi C. Allam

È del tutto inadeguata la posizione del­l’Unione Europea, espressa dall’Alto rap­presentante per gli Affari esteri, Catherine Ashton, in cui si legge: «Deploro la morte di civili da entrambi i lati»,«esorto Israele a ga­rantire che la sua risposta sia proporzionata», «ho sottoli­neato la necessità di evitare un ulteriore peggioramento e altre perdite di vite». L’Unione Europea, che è il principale donatore dei pale­stinesi, può e deve cessare di finanziare Hamas, diretta­mente o indirettamente, per assicurare che i soldi dei cittadini europei non si trasformino in missili e razzi che mie­tono vittime e distruzioni tra gli israeliani costringendoli a reagire per salvaguardare il proprio legitti­mo e inalienabile diritto ad esistere.
Ancora una volta questa Europa, as­servita alla dittatura finanziaria e relati­vista, mette sullo stesso piano il carnefi­ce e la vittima del terrorismo islamico, un’organizzazione bandita dalle Nazio­ni Unite e dalla stessa Unione Europea che deliberatamente uccide perché pre­giudizialmente nega il diritto alla vita del popolo ebraico, e la reazione dello Stato d’Israele membro delle Nazioni Unite. Hamas è messa all’indice come organizzazione terroristica anche da Stati Uniti, Canada e Giappone, mentre Gran Bretagna e Australia hanno bandi­to l’ala militare di Hamas, le Brigate Ez­zedin Al Qassam.
Dopo che il 14 giugno 2007 i miliziani di Hamas, scatenando una guerra fratri­cida con decine di morti tra le file delle forze leali all’Autorità nazionale palesti­nese, annunciarono la «seconda libera­zione della Striscia di Gaza», dopo quel­la che sarebbe avvenuta nel 2005 quan­do­in realtà ci fu il ritiro unilaterale israe­liano, anche il presidente Abu Mazen bollò Hamas come un’organizzazione terroristica.Solo l’Iran e la Siria hanno f­i­nora riconosciuto il governo di Hamas a Gaza.
Eppure i nostri soldi continuano ad ar­rivare ad Hamas sotto coperture diver­se. Dal 2000 al 2009 l'Unione Europea ha complessivamente donato 3.356,39 mi­lioni di euro ai palestinesi.
Se consideria­mo il totale delle donazioni europee nel 2011, che ammontavano a 459,34 milio­ni di euro, di essi 142,88 milioni erano de­stinati all’Unrwa, l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati, 145 milioni erano finanzia­menti diretti, 48,63 milioni erano per ul­teriori aiuti umanitari, solo 22 milioni per lo sviluppo delle infrastrutture e ap­pena 11 milioni per il settore privato. Questi soldi affluiscono ovviamente an­che ai profughi e ai bisognosi residenti a Gaza che sottostanno alla dittatura di Hamas. Che arrivino soldi europei an­ch­e ad Hamas lo si evince da un comuni­cato stampa dell’Unione Europea del 12 novembre 2012 in cui si annuncia che «l’Unione Europea, l'Olanda e la Svezia hanno contribuito con 19 milioni di eu­ro al pagamento degli stipendi e delle pensioni di ottobre di circa 84.200 pale­stinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza». E poi ci sono i soldi degli sceic­chi del petrolio, i principali finanziatori dei Fratelli Musulmani, a cui appartie­ne Hamas. Il 2 novembre scorso, in occa­sione della sua visita a Gaza, l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa al-Thani ha re­galato ad Hamas 254 milioni di euro. Infi­ne Hamas riceve dall’Iran degli ayatol­lah soldi e armi, compresi i razzi e i missi­li con cui uccide gli israeliani.
Se Hamas avesse avuto a cuore la sor­te dei palestinesi, avrebbe potuto utiliz­zare i generosi aiuti europei e arabi per emanciparli economicamente, in un contesto tragico in cui a Gaza il 75% del­le famiglie vive al di sotto della soglia del­la povertà. Invece Hamas ha utilizzato i nostri soldi per procurarsi armi. Si stima che su una popolazione di 1,4 milioni di abitanti, a Gaza ci siano circa 400mila ar­mi da fuoco.
Ebbene, ora che abbiamo la certezza che Hamas dispone di missili in grado di colpire Tel Aviv e Gerusalemme, consa­pevoli della volontà di annientare fisica­mente il popolo ebraico come afferma nel suo Statuto, diciamo basta a conti­nuare a renderci conniventi di un’orga­nizzazione che consideriamo ufficial­mente terroristica.

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