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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
12.11.2012 L'Iran ripulisce il sito nucleare di Parchin per mostrarlo all'AIEA
così l'Occidente potrà credere alla favola del nucleare 'civile'

Testata: La Stampa
Data: 12 novembre 2012
Pagina: 14
Autore: Giordano Stabile
Titolo: «L’Iran sta smantellando il sito atomico di Parchin»

Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 12/11/2012, a pag. 14, l'articolo di Giordano Stabile dal titolo "L’Iran sta smantellando il sito atomico di Parchin".


Parchin

L’Iran sta smantellando e «ripulendo» il sito militare di Parchin, dove la comunità internazionale sospetta siano stati compiuti esperimenti nucleari di tipo militare. A rivelarlo è il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Yukiya Amano. L’Aiea ha chiesto da tempo di poter visitare il sito. L’attività iraniana prelude a un’apertura a breve, ma a quel punto non ci sarebbero più tracce di eventuali violazioni del Trattato di non proliferazione. Amano però non si è mostrato pessimista sui negoziati fra l’Iran e i 5+1 (Usa, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania).

Il prossimo incontro «ad altissimo livello», previsto per dicembre, slitterà probabilmente a gennaio 2013, ma da qualche settimana giungono segnali di disgelo, notizie fatte filtrare dall’establishment, come i possibili negoziati diretti con Washington e la disponibilità a rinunciare all’arricchimento dell’uranio oltre il 20% in cambio del ritiro delle sanzioni.

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