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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
19.10.2012 Paesi islamici, nessuna tolleranza per le altre religioni
cronaca di Gian Micalessin

Testata:
Autore: Gian Micalessin
Titolo: «Per l’islam l’odio anti cristiano è legge»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 19/10/2012, a pag. 19, l'articolo di Gian Micalessin dal titolo "Per l’islam l’odio anti cristiano è legge".


Decapitate chi dice che l'islam è violento

La persecuzione dei cristiani può sem­brare un concetto datato, memoria di seco­li ed epoche andate. O un concetto di parte. Soprattutto se a parlarne è un'organizzazio­ne cattolica. Soprattutto se a venir messi sot­to accusa sono i paesi islamici. Ma i numeri non sono opinioni. E neppure i fatti. Su nu­meri, dati e fatti, raccolti in 196 paesi, si ba­sa il «Rapporto sulla Libertà religiosa nel mondo».Secondo il dossier,realizzato dal­l’ «Aiuto alla Chiesa che soffre»,un’organiz­zazione di Diritto pontificio, i cristiani resta­no la comunità più esposta a discriminazio­ni e persecuzioni.
«Per quanto non siamo l'unico gruppo re­ligioso a dover pagare il prezzo della pro­pria fede - spiega il documento - le diverse denominazioni cristiane sono quelle che oggi soffrono maggiormente a causa di limi­tazioni alla libertà religiosa ». Molte nazioni islamiche confermano la sinistra fama di angoli bui della libertà religiosa. Arabia Sau­dita e Pakistan, per citare due paesi relegati agli ultimi posti della classifica, emergono come luoghi di sopraffazione e discrimina­zione. Luoghi dove il credo dominante mi­naccia i diritti dei cristiani e quelli di tutte le altre minoranze confessionali.
«I cristiani restano il gruppo religioso più discriminato nel mondo visto che il 75% dei casi concernenti la libertà religiosa finisce con il riguardarli - sottolinea Marc Froma­ge,
direttore della sezione francese della “Chiesa che Soffre”».«Su 131 paesi di cultu­ra cristiana­ ribadisce Fromage- non ne esi­ste uno solo in cui la legislazione sulla liber­tà religiosa lasci a desiderare. In cambio su 49 paesi di cultura musulmana almeno 17 non tollerano altre religioni e impongono un controllo forzato a cristiani e non musul­mani, 19 riconoscono teoricamente la liber­tà religiosa, ma non l'applicano in pratica». Per capire il senso di queste affermazioni basta leggersi le schede dedicate a questi due angoli bui. «Gli arresti e le irruzioni del­la polizia nelle case cristiane durante gli in­contri di preghiera- riferisce la sezione sull' Arabia Saudita - sono all'ordine del giorno. Nel marzo 2012 una fatwa del Gran Muftì dell'Arabia Saudita, indicava come neces­saria la distruzione di tutte le chiese nella Penisola arabica». La fotografia offerta dal­la “Chiesa che Soffre” diventa ancora più preoccupante se si leggono le traduzioni di alcuni passi tratti dai libri di testo delle scuo­le pubbliche saudite. «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l'approvazione dei musulmani» - racco­manda un libro per gli studenti delle supe­riori pubblicato dal Ministero dell'Istruzio­ne di Riad. «Le scimmie sono gli ebrei, il po­polo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù» - inse­gna un altro libro di terza media saudita. L'istigazione all'odio contro gli esponenti delle altre comunità religiose trova piena re­alizzazione in Pakistan. Lì a gennaio viene assassinato il governatore del Punjab, Sal­man Taseer. La sua unica colpa è aver fatto visita in carcere ad Asia Bibi, una cristiana accusata di aver offeso Maometto e condan­nata a morte in base alla legge sulla blasfe­mia. La legge «nera» sulla blasfemia solo nel 2011 porta 161 persone davanti al giudi­ce. Ma quella legge non limita i suoi effetti all'aula dei tribunali. Almeno nove esecu­zioni sommarie ed extra giudiziali vengono portate a compimento ispirandosi e traen­do giustificazione da quella legge. In quella stessa cornice di violenza e fanatismo s'in­serisce l'uccisione di Shahbaz Bhatti, il mi­nistro per le Minoranze, di fede cattolica uc­ciso il due marzo scorso. A tutto ciò s'ag­giungono gli attacchi indiscriminati contro i non cristiani. «Ogni anno scrive il rappor­to- circa 700 ragazze cristiane e almeno 250 indù vengono rapite, stuprate e costrette a convertirsi». La propagazione e la radicaliz­zazione dell'islam nei Balcani inizia a crea­re situazioni preoccupanti anche in Euro­pa. In alcune aree della Bosnia-Erzegovina «gli ingenti investimenti compiuti da Stati come l'Iran e l'Arabia Saudita» stanno dan­do vita a comunità islamiche sempre più fa­natiche. «In Albania - stando al rapporto ­intimorisce la diffusione di un Islam più in­tollerante, rappresentato da giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita».

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