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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
08.10.2012 Cristiani perseguitati in Medio Oriente
le democrazie occidentali stanno a guardare? E il Vaticano? Commento di Magdi C. Allam

Testata:
Autore: Magdi C. Allam
Titolo: «Aiutiamo la città dei cristiani: Al Qaida vuole spazzarla via»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 08/10/2012, a pag. 13, l'articolo di Magdi Cristiano Allam dal titolo "Aiutiamo la città dei cristiani: Al Qaida vuole spazzarla via ".


Magdi C. Allam

Sull’altra sponda del Medi­terraneo si sta perpetrando l’atto finale della jihad, la guerra santa islamica, finalizzata ad eliminare la presenza dei cri­stiani, i veri autoctoni. Erano il 95% della popolazione nel Setti­mo secolo, il 20% nel 1945, il 6% og­gi. Dalla Seconda guerra mondia­le circa 10 milioni di cristiani sono stati costretti a emigrare dai Paesi arabi. Ebbene il simbolo della resi­stenza estrema e del prevedibile tracollo del cristianesimo è diven­tata Rable, una cittadina siriana alla frontiera con il Libano dove da mesi circa 12 mila cristiani vi­vono sotto l’assedio imposto da più di un migliaio di terroristi isla­mici di Al Qaida accorsi dall’Af­ghanistan, dal Pakistan, dalla Tunisia, dalla Libia e dal­l’Egitto per so­stenere le mili­zie dei Fratelli Musulmani e dei Salafiti si­riani.
E noi, cristia­ni della spon­da settentrio­nale del Medi­terraneo, ci sia­mo schierati con i terroristi islamici, dalla parte dei carne­fici dei nostri fratelli nella fe­de, apparente­mente obnubi­lati dal mito della «primave­ra araba », il più colossale in­ganno della sto­ria contempo­ranea del Medio Oriente,
assecon­dando le mire egemoniche della Turchia,sottomettendoci alla vo­lon­tà dell’Arabia Saudita e del Qa­tar che finanziano i terroristi isla­mici e da cui dipendiamo per le forniture di petrolio e gas, la dispo­nibilità dei fondi sovrani, l’acces­so ai loro mercati. Di fatto abbia­mo consape­volmente o meno im­molato i cristiani d’Oriente sull’al­tare del dio denaro e al tempo stes­so stiamo commettendo la follia suicida di scavare la fossa della no­stra civiltà laica e liberale che si fonda sulle radici cristiane.
Il vescovo siriano Issam John Darwich ha inviato un accorato appello al capo dello Stato Napoli­tano e ai presidenti dei due rami del Parlamento, Fini e Schifani: «La comunità cristiana urla la sua richiesta di aiuto con la speranza che arrivi prima dell'ennesimo ec­cidio che vedrà come teatro del massacro, questa volta, la città di Rable. La città di Rable è il luogo in cui si ergeva il santuario del pro­feta Elia. Il santuario non esiste più perché è stato distrutto e, ana­loga sorte, è toccata a tutti gli edifi­ci sacri esistenti in ogni città: Homs, Damasco, Aleppo». Ci spiega che «il conflitto, in realtà, palesa una lotta interna fra sunni­ti e sciiti e, tale schieramento, por­ta al soffocamento di una terza co­munità che rischia di rimanere prima schiacciata e poi persegui­tata: la comunità cristiana». Infi­ne ci ammonisce: «È importante aiutare i cristiani non solo per un
motivo umanitario, ma anche per difendere le nostre radici cristia­ne che sono comuni all’Europa. Aiutare i cristiani in Medio Orien­te significa proprio questo: riap­propriarci delle nostre fondamen­ta storico-culturali».
Monsignor Darwich ci chiede un aiuto concreto: «Vi sono più di 5000 famiglie le quali, attualmen­te, sono state accolte e sistemate in scuole, conventi, oratori, chie­se, campeggi ed in qualche abita­zione.
Purtroppo tale sistemazio­ne è precaria e limitata nel tempo.
Abbiamo bisogno di box prefab­bricati, roulotte, camper, ospeda­li da campo, ambulanze, bus, me­dicinali ed ogni altro bene che ci possa aiutare a fronteggiare que­sta terribile situazione umanita­ria ». Coloro che volessero dare un contributo possono contattare padre Nader Jbeil, che parla l’ita­liano, alle mail: o amiconader@yahoo. it, il telefono in Libano è: 00961-8813300; il cellulare è: 00961- 76800054; il Fax è: 00961-813316; l'indirizzo è: No­tre Dame de Zahlé et de la Békaa. Libano oppure P.O. Box 289 -Zahlé - Libano.
Mercoledì scorso, 3 ottobre, ho partecipato a Gerusalemme a un incontro sulla «persecuzione del­le minoranze in Medio Oriente», su invito di Benjamin Elon, presi­dente dell’International Israel Al­lies Caucus Foundation, unita­mente all’International Chri­sti­an Embassy Jerusalem e al Con­gresso Ebraico Mondiale. Ho det­to che «ci sono delle similitudini tra la realtà che nel Settimo secolo portò all’islamizzazione della
sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, riducendo sempre di più la presenza dei cri­stiani e degli ebrei, e la realtà odierna. I cristiani sono divisi al lo­ro interno e finiscono per corteg­giare i musulmani perché hanno paura».
Sabato prossimo, 13 ottobre, terrò a Parigi una conferenza su «L’Europa e le sue radici di fronte alla crescita della cristianofobia», su invito delle associazioni «Tra­dizione Famiglia Proprietà» e «Cristianità-Solidarietà». In sera­ta parteciperò a una processione per i cristiani perseguitati in Me­dio Oriente a Place Saint-Augu­stin, di fronte alla Chiesa di San­t’Agostino.
Dobbiamo mobilitarci per sal­vare la vita dei cristiani sull’altra sponda del Mediterraneo e per prevenire il contemporaneo tra­collo della nostra civiltà. È lì che è nato il cristianesimo ed è lì che af­fondano le nostre radici. Recupe­riamo l’uso della ragione e risco­priamo il sano amor proprio. Sal­viamo
i cristiani!

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