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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
30.09.2012 Ecco perchè Obama sbaglia a pagare i Fratelli musulmani
Analisi di Fiamma Nirenstein

Testata:
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Ecco perchè Obama sbaglia a pagare i Fratelli musulmani»

Sul GIORNALE di oggi, 30/09/2012. a pag. 17, con il titolo "Ecco perchè Obama sbaglia a pagare i Fratelli musulmani", Fiamma Nirenstein spiega con la consueta chiarezza - e coraggio - gli errori che Obama e l'amministrazione americana commettono nei confronti del fondamentalismo islamico.
Ecco l'articolo:

                                                             Fiamma Nirenstein

Il mondo alla rovescia, ma così pericolosamente alla rovescia che rischiamo di vedercelo cade­re in capo.
Ieri il Congresso americano ha ricevuto dalla Casa Bianca, la noti­fica di prepararsi ad aprire la bor­sa: gli USA doneranno al nuovo egitto di Mohammed Morsi 450 milioni dollari per aiuti urgenti. Bisogna tener conto del fatto che questa promessa segue un incon­tro tenuto ai margini dell’assem­blea generale dell’ONU fra Hil­lary Clinton e Morsi stesso in cui la Segretaria di Stato ha conferma­to la donazione del miliardo e mezzo promesso da Obama al go­verno rivoluzionario. Ma una de­putata del Texas (potere della de­mocrazia) la signora Kay Granger presidente della subcommissio­ne per gli aiut­i all’estero ha blocca­to momentaneamente l’elargizio­ne, sostenendo che non vi vede niente di urgente dato che come ha detto la Granger «siamo anco­ra in un momento in cui i rapporti con l’Egitto sono sotto stretta os­servazione ». Ma Obama sembra vivere in un altro mondo. Non a caso aveva detto che l’omicidio dell’amba­sciatore Chris Stevens in Libia era stato perpetrato da un gruppo di cani sciolti, dichiarazione poi smentita dalle indagini che inve­ce dimostrano che Al Qaeda ave­va preparato l’attentato contan­do sull’ambiente post rivoluzio­nario, assai favorevole.
Intanto i ministri degli esteri di
57 paesi islamici dell’OCI dopo aver condannato il filmetto su Ma­om­etto che ha suscitato la folle re­azione che ha fatto morti e feriti e fra questi l’ambasciatore, invece di cercare di gettare acqua sul fuo­co, hanno gettato benzina nel pa­gliaio tentando il controllo del­l’opinione pubblica occidentale.
L’OCI che vuole «leggi contro l’incitamento all’odio religioso», dice che «la libertà di espressione deve essere usata con responsabi­lità » chiede a noi «di assumere tut­te le misure compresa la legisla­zione contro atti che portino alla violenza contro i musulmani e la denigrazione della loro religio­ne »perché«gli atti islamofobici vi­olano la libertà di religione e di cre­do ».
Questo, mentre la propaganda islamista carica di ogni stereotipo ebrei e cristiani, mentre si usa la violenza più folle contro apparte­nenti sia a fedi diverse sia ai propri
correligionari ritenuti conniventi col nemico, mentre si assaltano le ambasciate occidentali, i cristia­ni durante la messa, gli ebrei per ogni dove.
Obama ha cercato di far cancel­lare a Google,
senza riuscirci, il fil­metto dannoso ( che sia chiaro, de­nota bassissime qualità intelletti­ve e espressive, molto lontane da quelle che cristiani e ebrei usano per criticare sè stessi), si è scusato in ogni modo; intellettuali e gior­nalisti di tutto il mondo hanno cri­ticato le vignette di Charles Ebdo. È una scelta che riflette il tentativo di conquistare Morsi conceden­dogli senza condizione ciò che vuole. Il presidente egiziano do­po l’attacco alle ambasciate è sta­to lento e cauto nel condannare; e il sito della sua Fratellanza Musul­mana invece lodava la vendetta dell’onore offeso. All’ONU ha te­nuto toni da predicatore religio­so, nessun segno di simpatie mo­derniste. Ma Obama ha sempre pensato che catturare la benevo­lenza del mondo islamico con am­missioni di colpa fosse la strada giusta, e così pensa anche oggi. Anche Bush sbagliava pensando che fossero i dittatori la ragione dell’odio islamico antiamerica­no. Obama pensa che sia colpa sua, e non un portato di quella cul­tura stessa.
Quanto intende indietreggiare ancora? Dall’Egitto sono uscite due predicazioni dopo gli attac­chi antioccidentali: uno quello di Yussuf Kara­dawi, capo del­la Fratellanza che chiede agli USA e all’Euro­pa di bloccare la libertà di opi­nione sul­l’Islam, pro­prio come l’OCI; e l’altra quella del capo dei salafiti Ahmed Fuad Ashush che chiede ai giovani musulmani in USA e in Europa di uccidere gli offensori, «così tutti quelle scim­mie e qui maiali capiranno ». Nes­suno della leadership egiziana condanna la violenza, imposta un dialogo.
È difficile capire da dove venga la sicurezza di Obama nell’elargi­re aiuti all’Egitto della Fratellanza Musulmana. Proprio ora, che la vi­cenda del filmetto è diventata un veicolo di potente pressione di in­timidazione alla libertà d’opinio­ne, gioiello della cultura democra­tica.

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