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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
24.09.2012 La satira sull'islam è ben diversa dal terrorismo islamico
commento di Magdi C. Allam

Testata:
Autore: Magdi Cristiano Allam
Titolo: «Che follia equiparare la satira sull’islam al terrorismo»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 24/09/2012, a pag. 13, l'articolo di Magdi Cristiano Allam dal titolo "Che follia equiparare la satira sull’islam al terrorismo".


Catherine Ashton, Magdi C. Allam


Charlie Hebdo. Una vignetta è come un attentato terroristico ?


Una manifestazione per la libertà d'espressione

L'Unione Europea vuole bandire il vilipendio delle religioni con una normativa vincolante sul piano del diritto internazionale e lo fa sottomet­tendosi al terrorismo islamico scatenatosi all'indomani della diffusione di un film e del­la pubblicazione di vignette su Maometto giudicati blasfemi. Non era mai accaduto che, sotto il ricatto del terrorismo islamico che ha ucciso decine di persone e distrutto sedi diplomatiche, chiese, negozi e abitazio­ni, l'Unione Europea sottoscrivesse una di­chiarazione congiunta con l'Organizzazio­ne della Cooperazione Islamica, la Lega Ara­ba e l'Unione Africana, in cui mette sullo stesso piano un film e delle vignette con il ter­rorismo islamico definiti «atti di estremisti su entrambi i lati». Nella dichiarazione, sot­tos­critta il 20 settembre dall'Alto Rappresen­tante per gli Affari Esteri e della Sicurezza Ca­therine Ashton, si accredita la tesi reattiva del terrorismo islamico, secondo cui il film e le vignette corrisponderebbero «all'odio religioso» che ha costituito «incitamento all' ostilità e alla violenza»; così come si afferma che il terrorismo islamico sarebbe una for­ma di devianza «di piccoli gruppi di perso­ne » che non rappresenterebbero l'islam in­trinsecamente moderato espresso dalle «co­munità più grandi da cui essi provengono ». L'idea di reprimere per vie legali la critica all'islam e a Maometto era stata ventilata il 19 settembre dal ministro degli Esteri Terzi che aveva ritenuto doveroso ammonire che in Italia la diffamazione religiosa è reato. Sempre Terzi il 20 settembre ha anch'egli messo sullo stesso piano la critica all'islam con il terrorismo islamico sostenendo che «è assolutamente legittimo da parte dei go­verni il blocco di siti che sono oggetto di com­portamenti non positivi, di istigazione all' odio, di rifiuto di comprendere l'altro, così come di siti che hanno una loro valenza cri­minale ».
Mi domando perché le istituzioni mon­diali vorrebbero sanzionare la critica all' islam e al Corano con delle leggi vincolanti a livello internazionale, mentre nessuno pen­sa di mettere al bando l'insieme della filiera che, a partire dalla predicazione d'odio nel­le moschee, culmina negli attentati terrori­stici islamici? Perché l'Unione Europea e nessun governo europeo è intervenuto per condannare fermamente l'annuncio del mi­nistro
delle Ferrovie pachistano, Ghulam Ahmad Bilour, che ha offerto una taglia di 100mila dollari per uccidere il produttore del film «L'innocenza dei musulmani»? E non mi sembra che sia adeguata la risposta del governo pachistano che si è limitato a di­chiarare che si è trattato di «una iniziativa autonoma del ministro».Ma come,un mini­stro dello Stato istiga all'omicidio offrendo denaro a chi ovunque nel mondo ucciderà un uomo colpevole di aver espresso la pro­pria opinione su Maometto e il suo governo si limita a dissociarsi? Ed è lo stesso governo che il 21 settembre aveva incita­to il p­opolo alla rivolta pro­clamando un «Giorno dell'amore per il Pro­feta », culminato con 23  morti e 200 feriti, la distruzione di una chiesa evangelica con annessa scuola dove studiavano 500 studenti.
Ebbene io considero assolutamente legit­tima l'affermazione della verità e la rappre­sentazione critica, anche in chiave artistica o satirica, dell'islam e Maometto. So benissi­mo­che il terrorismo islamico è sempre di na­tura aggressiva, non reattiva, essendo parte integrante di una strategia che si fonda sull' obbligo coranico di imporre anche con la violenza ovunque nel mondo l'islam consi­derato come l'unica vera religione. Sono consapevole che il terrorismo dei taglia-lin­gua che ci porta a non dire e a non fare nulla che possa urtare la suscettibilità degli isla­mici è ancor più deleterio per la sorte della nostra civiltà del terrorismo dei taglia-go­la che ci annienta fisicamente.
Chiedo a quest'Unione Europea relativista, materialista e islamica­mente corretta di recuperare l'uso della ragione e riscoprire il sano amor proprio salvaguardando il nostro legittimo diritto alla libertà d'espressione, promuovendo sul piano del diritto internazionale il rea­to di istigazione a delinquere per finalità religiose, iscrivendo come «crimine contro l'umanità» il terrorismo islamico specie nel­la sua versione suicida. Non è affatto vero che tutte le religioni sono uguali, che Gesù e Maometto sono la stessa cosa, che l'islam al pari dell'ebraismo e del cristianesimo cre­derebbe nello stesso Dio e amerebbe in ugual modo il prossimo. Non rinunciamo al diritto-dovere di riconoscere la verità salva­guardando sempre e comunque la libertà.
Svegliamoci!

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